Monitoraggio dell’ISS sulle varianti, quella inglese sarà la prevalente

Mantenere alta la guardia su come si evolve il virus per arginarne la diffusione; i vaccini sono comunque efficaci sulla variante inglese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:21
coronavirus e varianti
Fonte: Polizia di Stato

Il “caso-Umbria” è purtroppo solo l’inizio di una nuova fase della pandemia. Nella regione “verde” per prima sono state isolate due pericolose varianti del SarsCov2 in seguito all’aumento notevole di contagi: la variante brasiliana e quella inglese.

Il virus SarsCov2, infatti, “muta continuamente. Sono già state isolate centinaia di varianti, anche se la maggior parte non cambia le caratteristiche del virus”. E’ quanto afferma il ministero della Salute, comunicando i risultati della ‘flash survey’ condotta dall’Iss con i laboratori regionali sulla diffusione delle varianti.

E’ fondamenta mantenere la guardia alta “per individuare, come viene già fatto, quelle che potrebbero peggiorare la situazione in termini di trasmissibilità, sintomatologia o sensibilità nei confronti di vaccini e anticorpi, tenendo presente che questi possono essere comunque modificati per adeguarli alle versioni più pericolose”.

Mantenere la guardia alta

Per l’indagine, spiega il ministero della Salute in una nota, è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 8 febbraio. I campioni analizzati in totale sono 852 per 82 laboratori, provenienti da 16 regioni e province autonome, ripartiti in base alla popolazione. Quanto è emerso è in linea con le altre indagini condotte in Europa. Il range di prevalenze, rileva il dicastero, “sembra suggerire una diversa maturità della sub-epidemia determinata probabilmente da differenze nella data di introduzione della variante stessa. È presumibile pertanto che tali differenze vadano ad appiattirsi nel corso del tempo“. Quello che appare quindi più urgente da monitorare tra le caratteristiche delle varianti “deriva dalla sua maggiore trasmissibilità rispetto al virus originale“.

Prevalenza e monitoraggio della variante inglese

Massima attenzione è attualmente richiesta, dal sistema di monitoraggio, sulla cosiddetta variante inglese del virus SarsCov2. Conoscere i tempi di diffusione di questo ceppo del Coronavirus “ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che restano comunque efficaci anche contro il virus mutato“. Lo conferma ancora il ministero della Salute.

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