DOMENICA 24 MAGGIO 2015, 000:15, IN TERRIS

MISTERO TOUIL

FRANCESCO VOLPI
MISTERO TOUIL
MISTERO TOUIL
S'infittisce il giallo legato Abdel Majid Touil il 22enne marocchino arrestato la settimana scorsa nel Milanese perché sospettato di aver partecipato all'attentato del Museo del Bardo di Tunisi nel quale, il 18 marzo, sono morte 24 persone, di cui 4 italiani. Sul giovane nordafricano è esploso un vero e proprio caso politico: il suo arrivo in Italia su un barcone di immigrati a febbraio ha messo in evidenza le lacune del nostro sistema di sicurezza e scatenato le opposizioni contro il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, di cui sono state chieste a gran voce le dimissioni. Il thriller però è un altro: secondo i Pm milanesi che stanno indagando sull'omicidio dei nostri connazionali Touil il giorno della strage si trovava a casa sua. Versione, quella dei giudici, Digos e Ros, che confermerebbe la versione di amici e parenti del sospettato. “Il 18 marzo mio figlio era davanti alla tv – ha detto la madre - Ho visto con lui l'attentato in televisione, la jihad non gli piace per niente". Secondo Repubblica il giovane frequentava due volte a settimana una scuola di alfabetizzazione a Trezzano sul Naviglio. I registri dimostrerebbero che avrebbe fatto un primo colloquio con gli insegnanti il 6 marzo, poi sarebbe stato in classe sia il 12 sia il 16 marzo. Il fratello Abderazzak ha invece mostrato un quaderno sul quale, dice, Abdel Majid studiava italiano e sul quale è riportata la data del 19 marzo. Anche il sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, ha confermato che il ragazzo sarebbe stato a lezione quel giorno. Dunque non poteva essere a Tunisi per commettere l'attentato.

Ma i media tunisini la pensano diversamente: Touil non solo era nella capitale nordafricana, ma quel giorno in place Pasteur avrebbe incontrato i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo, ovvero Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo. Insieme ai due jihadisti ci sarebbe stato un tale Othmane. Sempre secondo indiscrezioni riportate dai media tunisini, una settimana prima, l’11 marzo, il 22enne marocchino avrebbe preso parte alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell'attacco, nella quale sarebbe stato deciso di incaricare Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi di fornire i kalashnikov agli assalitori. Le stesse autorità tunisine hanno insistito a più riprese sul coinvolgimento di Touil nell'attacco.

L'ipotesi che si è venuta via via configurando è stata quella di uno scambio di un possibile scambio di persona. Teoria smentita però da quanto emerso nelle ultime ore. Inquirenti e investigatori di Milano, grazie anche a ulteriori scambi di informazioni con Tunisi, sono certi che è proprio il giovane arrestato la persona indicata nel mandato di cattura trasmesso dalle autorità tunisine. Procura e polizia giudiziaria sono dunque arrivati alla conclusione che non c'e' stato alcun errore e quindi nessuno scambio di persona. A comprovarlo ci sarebbero anche alcuni documenti trasmessi da Tunisi. Tra questi anche il numero del passaporto che Touil avrebbe usato per arrivare dal Marocco in Tunisia in aereo, prima di varcare il confine con la Libia e imbarcarsi alla volta della Sicilia per raggiungere i suoi familiari a Gaggiano, alle porte di Milano.

Inoltre, a allontanare i dubbi, ci sarebbe l'intervista del portavoce del ministero dell'Interno di Tunisia, Mohamed Ali Aroui che ha assicurato di essere assolutamente certo della colpevolezza di Touil il quale avrebbe dato un supporto logistico all'attentato dove sono morte 24 persone tra cui 4 turisti italiani . "Sono stati gli altri arrestati a parlare di lui - ha spiegato il portavoce - e dell'altro marocchino. I marocchini erano in due, uno è lui e l'abbiamo arrestato, l'altro è ricercato". Intanto le indagini milanesi proseguono, anche in collaborazione con la Procura di Roma dove è aperto un fascicolo per la morte dei 4 italiani, con l'analisi delle 2 pen drive, del cellulare e delle schede sim sequestrate al marocchino, con l'obiettivo, tra l'altro di arrivare a ricostruire la sua rete di rapporti in Italia e nei paesi del Nord Africa ed eventuali contatti con esponenti dell'integralismo jihadisti. Decisivo si prospetta lo scambio di informazione Italia-Tunisia e l'arrivo delle carte delle indagini delle autorità tunisine secondo le quali Touil avrebbe fornito supporto logistico all'attentato. La strada per risolvere il mistero è ancora lunga.
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