Milan punto d’oro, Juve d’orgoglio

Champions League: pari rossonero a Salisburgo. I bianconeri battuti a Parigi dal Paris-Saint Germain

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:28
Champions League / Salisburgo-Milan / foto Imago/Image Sport nella foto: gol Alexis Saelemaekers/ Paris Saint Germain-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Spor

Poteva andare meglio, ma anche peggio. Il Milan, non bellissimo, monetizza con un punto la trasferta in casa del Salisburgo. Decisivo il pari di Salaemaekers. La Juventus esce sconfitta dal Parco dei Principi di Parigi. Sembrava avviata verso un pauroso tracollo dopo l’uno-due iniziale di Mbappé. Poi gli uomini di Allegri hanno preso coraggio, approfittato del calo dei parigini, hanno accorciato con McKennie e alla fine sono usciti decorosamente dalla sfida con la multinazionale parigina.

Milan imbattuto in Austria

La prima europea del Milan è buona. I rossoneri pareggiano a Salisburgo un match complicato nel primo tempo, ma che la banda Pioli è riuscita a portare con gran temperamento nella ripresa. Pioli conferma il Milan vittorioso nel derby e lo stesso schieramento (4-3-3), con un solo cambio: gioca Saelemaekers e non Messias. De Ketelaere e Leao alle spalle di Giroud. Dietro, Calabria, Kalulu, Tomori e Theo Hernandez davanti a Maigna, Bennacer, Tonali e Salaemaekers in mezzo. Il tecnico del Salisburgo, Jaissle, si affida alla sua punta di diamante Fernando.

Salaemaeker salva Pioli

Un primo tempo di sofferenza per il Milan che va sotto, esce alla distanza e prima dell’intervallo trova il meritato pari alla Red Bulla Arena di Salisburgo. Partono forte i padroni di casa, ma l’occasione migliore capita che però non monetizza. Mezz’ora, la prima, dove al Milan riesce nulla, mentre il Salisburgo spinge con decisione. Il vantaggio arriva a ridosso della mezz’ora: dormita colossale di Kalulu su percussione di Okafor, ci si mette anche Maignan che si fa passare la palla sotto le gambe e il vantaggio austriaco è bello che confezionato. Il Milan prova a scuotersi, ma dietro Solet e Wober fanno la voce grossa e i rossoneri non sfondano. Il pari si materializza al tramonto della prima frazione: gran giocata di De Ketelaere che apre per Bennacer che a sua volta fa viaggiare Leao che vede a rimorchio Saelemaekers in area. Stop e tiro, Kohn può farci nulla: 1-1 all’intervallo, ma Milan assolutamente non bello. Nella ripresa il Milan parte meglio ma i ritmi sono decisamente bassi. E’ il Salisburgo però ad andare vicino al colpo grosso: Okafor salta due rossoneri come birilli, taglia per Kjaergaard che vede e serve sul secondo palo Fernando che da due passi spara alto. Ancora Fernando, stavolta Maignan c’è. I rossoneri soffrono mentre il Salisburgo guadagna campo, ma perde per problemi fisici Fernando che si ferma e chiede il cambio. Proprio l’uscita di Fernando frena gli austriaci e rianima il Milan che torna a farsi vedere nell’area avversaria. Ma nel finale è il Salisburgo a fallire il colpo del ko con Sesko che calcia fuori di pochissimo. Che spavento per il Milan. Quattro di recupero, dove succede nulla. Non bellissimo, ma il punto rossonero in Austria conta. Eccome. Nell’altra sfida del gruppo, clamoroso successo della Dinamo Zagabria che ha battuto 1-0 il Chelsea.

Juve a testa alta, ma vince il Psg

Mbappé illumina il Psg, ma la Juve tiene e alla fine, pur sconfitta, esce a testa alta dal Parco dei Principi. Finisce 2-1 per la squadra di Galtier. Il tecnico dei parigini schiera il tridente pesante, quello che nell’immaginario collettivo, fa sognare ad occhi aperti: ci sono Messi, Mbappé e Neymar a preoccupare la retroguardia bianconera. Dall’inizio anche i due italiani Gigio Donnarumma e Marco Verratti. Davanti al portiere azzurro Sergio Ramos, Marquinhos e Kimpembe, Hakimi, Vitinha, Verratti e Nuno Mendes in mezzo. Allegri punta forte sulla difesa a tre (modulo 3-5-2) con Bremer, Bonucci e Danilo, davanti la coppia Milik-Vlahovic. Sugli esterni di centrocampo Cuadrado e Kostic, con Miretti e gli ex Rabiot e Paredes interni.

Fenomeno Mbappé

All’intervallo prevale il talento parigino. E al Psg basta un battito di ciglia per mettere il muso avanti. Parlavamo di talento, quello che sprigiona Neymar che serve al bacio Mbappé che sbuca dal nulla, si beve Bremer e di prima intenzione incrocia sul palo più lontano dove Perin non può arrivare. Ma la Juve non è come le stelle di Anton Giulio Majano e non resta a guardare. Cuadrado mette in mezzo un pallone per la testa di Milik che svetta imperioso, Donnarumma è prodigioso e respinge. Uno squillo per dimostrare che la Juve non vuole recitare la parte della vittima predestinata. Ma il talento e la classe dei parigini, è altra cosa. Stavolta è Hakimi a sfondare a destra e mettere in mezzo a rimorchio per Mbappé che colpisce al volo, in velocità e la mette dentro. Estasi Psg, Juve in ginocchio e colpo difficile da assorbire. E’ il 2-0 col quale si va all’intervallo, in un primo tempo di stelle. Ma quelle parigine.

La riapre McKennie ma non basta

L’egoismo frena Mbappé ad inizio ripresa. Gran palla di Messi che fa viaggiare il talento transalpino che entra in area e calcia sull’esterno della rete quando in area era solo Neymar che si dispera. Che rischio per la Juve che però a stretto giro la riapre. Kostic la rimette in mezzo, Donnarumma non esce, McKennie svetta più alto di tutti e la mette dentro: 2-1 e Juve di nuovo in partita. E subito dopo l’occasione per il pari, con Donnarumma che si fa perdonare l’errore precedente chiudendo sul colpo di testa di Vlahovic. Poi ancora Mbappé da posizione defilata, sinistro ad incrociare fuori di poco. Perla di Messi, sinistro da fermo per poco non centra il bersaglio.  Ma è la Juve a spaventare il Psg con Locatelli, sventa Donnarumma.  Poi è Perin a salvare la Juve su un rigore in movimento a botta sicura di Neymar. Tre di recupero, Taylor dice che può bastare. Vince il Psg, ma la Juve non ha affatto demeritato, soprattutto nella ripresa dopo un primo tempo impalpabile. Nell’altra sfida del girone, il Benfica ha battuto il Maccabi per 2-0.

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