Meeting di Rimini, Draghi: “L’Italia è un grande Paese. Vi invito ad andare a votare”

Le parole del premier Mario Draghi pronunciate dal palco del Meeting di Rimini. Al suo arrivo, il presidente del Consiglio dei Ministri è stato accolto da una standing ovation

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:13

Una standing ovation ha accolto il premier Mario Draghi al suo arrivo al Meeting di Rimini. Il presidente della Fondazione per l’amicizia fra i popoli, Bernard Scholz, ha dichiarato: “Presidente Draghi, l’Italia grazie a lei ha conquistato posizione internazionale meritata e preziosa. Le siamo molto grati per poter ascoltare le sue riflessioni”.

Le parole del premier Draghi

Vivere la politica soprattutto come testimonianza di una vita coerente con gli ideali, sperate, combattete e costruite. Voi giovani siete la speranza della politica, ha detto il premier ricordando il precedente intervento al meeting quando “eravamo in una fase acuta e dolorosa della pandemia e si provava a riflettere su come ricostruire, con la necessità di sostenere famiglie e imprese. Dissi di tornare a una crescita sostenibile, parlai di debito buono e debito cattivo. Queste idee hanno ispirato il governo di unità nazionale“, ha aggiunto.

Le tappe percorse dal governo Draghi

Sembravamo avviati verso una ripresa lenta e incerta, a 18 mesi di distanza possiamo dire che non è andata così: gli italiani hanno reagito con coraggio e concretezza e hanno riscritto una storia che sembrava già decisa. Insieme abbiamo dimostrato che l’Italia è un grande Paese che ha tutto quello che serve per superare le difficoltà che la storia ci mette davanti”.

“Anche oggi siamo in momento estremamente complesso per l’Italia e la Ue, con il quadro geopolitico in rapida trasformazione con il ritorno della guerra e le tensioni su Taiwan. La congiuntura economica è segnata da una profonda incertezza e l’inflazione pesa in modo molto gravoso sui bilanci di famiglie e imprese”.

L’invito ad andare a votare

L’Italia è un grande paese che ha tutto quel che serve per affrontare le difficoltà – ha aggiunto Draghi -. Tra poche settimane gli italiani sceglieranno il nuovo parlamento. Vi invito tutti ad andare a votare – ha esortato -. Sono convinto che il prossimo governo, di qualunque colore sarà, riuscirà a superare le difficoltà che sembrano insormontabili: l’Italia ce la farà anche questa volta”.

Le sfide che ci attendono

A fronte della crisi che abbiamo davanti “spetta a chi ha responsabilità di governo dire la verità e rassicurare i cittadini con risposte concrete. Le sfide sono molte: come continuare a diversificare gli approvvigionamenti energetici, come calmierare le bollette, spingere sulle energie rinnovabili per affrontare il cambiamento climatico, perseguire stabilità dei conti pubblici e equità, assicurare all’Italia di mantenere il ruolo di protagonista nel mondo all’interno dell’Ue e del legame transatlantico. E’ un passaggio storico che va affrontato“, ha sottolineato il premier, augurandosi che “chiunque avrà il privilegio di andare al governo saprà rappresentare lo spirito repubblicano che ha animato dall’inizio il nostro esecutivo”.

Verso la riapertura delle scuole

“Mancano pochi giorni alla riapertura dell’anno scolastico – ha detto il premier -. Abbiamo scelto di riaprire appena possibile, consci del rischio calcolato, nonostante tanti voci scettiche ci davano per irresponsabili, ma i fatti ci hanno dato ragione con la pandemia e la pressione su ospedali sotto controllo”.

La questione del gas

Il premier è intervenuto anche sul gas. Le importazioni di gas russo sono “sempre meno significative e una loro eventuale interruzione avrebbe un impatto minore, gli stoccaggi sono oramai all’80% in linea con il raggiungimento del 90% entro ottobre”. Con i nuovi “rigassificatori l’Italia sarà in grado di essere completamente indipendente dal gas russo dall’autunno 2024. E’ un obiettivo fondamentale per la sicurezza nazionale”.

I costi del gas, ha detto ancora, “hanno raggiunto livelli insostenibili” con “picchi” più “di 10 volte” rispetto al “valore storici. Abbiamo spinto molto a livello Ue per un tetto massimo al prezzo del gas. Alcuni paesi continuano ad opporsi perché temono blocchi forniture”. Ma i “limiti di questa posizioni” sono evidenti: “l’Ue si trova con forniture incerte e costi aumentati. Prossimo consiglio europeo sarà presentata una proposta dalla commissione”.

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