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Mantovano: “Scarsa consapevolezza di quanto fa male qualsiasi tipo di droga”

A Palazzo Chigi si è svolta la conferenza stampa sulla Relazione annule al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024. Partecipano il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; i Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara; il Viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, e il Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro. 

Le dichiarazione di Alfredo Mantovano

“Abbiamo un abbassamento dell’età del primo approccio della popolazione giovanile alla droga. Secondo i dati del 2023 quasi 960mila giovani tra i 15 e i 19 anni (il 39% della popolazione studentesca, 4 studenti su dieci) hanno assunto nella loro vita almeno una volta una sostanza psicoattiva illegale e oltre 680mila (più di un quarto della popolazione studentesca) lo hanno fatto nel corso dell’ultimo anno”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla conferenza sulla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024.

Il dramma a Pescara

“Siamo rimasti sconvolti dall’ultimo fatto di cronaca, in cui riemerge quanto sia grave oggi la questione ella droga, che riguarda la morte del 16enne Thomas a Pescara. Non è una storia di degrado perché le famiglie dei presunti assassini sono famiglie che con linguaggio usuale definiremmo per bene e ora sono nella disperazione come i familiari di Thomas. È una storia che è l’esito di una scelta e si ripete sistematicamente perché sono anni se non decenni in cui incidenti stradali dalla causale non spiegabile e omicidi a cui si arriva per la totale assenza di freni inbitori hanuno solo filo conduttore che è l’assunzione di droga”. La lunga serie di casi come quello dell’omicidio di Thomas a Pescara o gli incidenti stradali, “ha tre elementi che convergono: la diffusione pandemica delle sostanze stupefacenti, l’abbassamento dell’età del primo approccio e del conseguente uso abituale e l’incremento del principio attivo, cioé ciò che determina l’effetto drogante. Il tutto dipende da una causa di fondo: dalla scarsa consapevolezza diffusa di quanto fa male qualsiasi tipo di droga“.

Antiscientifico definire la cannabis leggera

Dal 2016 al 2023 i derivati della cannabis, che continua erroneamante e in modo assolutamente antiscientifico ad essere qualificato come leggero, vedono come percentuale media di principio attivo un passaggio dal 7,4% al 29%”. “Sul fronte della prevenzione la componente famiglia è la più importante. Secondo uno studio recentemente condotto, due quinti dei genitori di studenti tra i 9 e i 14 anni – che frequentano 20 scuole di Roma – relativamente al consumo di sostanze cannabinoidi hanno un atteggiamento di tolleranza e la metà ritiene che consumo di alcol e cannabinoidi va contestualizzato prima di essere giudicato. Questo significa che bisogna lavorare molto per far aumentare la consapevolezza“.

Problema della tossicodipendenza: l’attenzione continua del governo

“Rispetto al passato, vi è un’attenzione continuativa e non un abbandono, non indifferenza. L’indifferenza ha fatto perdere di vista l’importanza della questione. L’attenzione ha rimesso in moto positivamente, coinvolgendo tutti i soggetti che hanno parte in causa”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla conferenza sulla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024. Mantovano ha citato “azioni molteplici, vi è una attività di informazione che passa attraverso i media e in particolare in questo momento la Rai. Vi è il coordinamento con le attività di competenza di larga parte dei ministeri in un tavolo permanente, c’è quello che viene fatto corretta informazione nelle scuole. Un lavoro che viene svolto in collaborazione con tutte le realtà che si occupano di prevenzione sul territorio. È stato costituito sin dai primi giorni di attività di questo governo un tavolo al dipartimento antidroghe che vede insieme collaborare i rappresentati dei sert delle comunità, delle società scientifiche più una serie di esperti molto qualificati per seguire passo passo tutto quello che è necessario. Ad esempio si sta superando la disomogenità di trattamento tra regione e regione, contiamo di superarlo nel giro di un anno un anno e mezzo” .

Fonte Ansa

redazione

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