Mafia: Palermo ricorda il giudice Chinnici a 38 anni dalla strage di via Pipitone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:48

Oggi, 29 luglio, ricorre il 38esimo anniversario della strage di mafia – ricordata come la Strage di via Pipitone – in cui morirono a Palermo il giudice Rocco Chinnici, capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, nonché il portiere dello stabile di via Pipitone Federico dove il magistrato abitava, Stefano Li Sacchi.

Il pool antimafia e La strage di via Pipitone

Nel 1980, quando Cosa nostra uccise il capitano dell’Arma dei Carabinieri Emanuele Basile (4 maggio) e il procuratore Gaetano Costa (6 agosto), amico di Chinnici, Chinnici ebbe l’idea di istituire una struttura collaborativa fra i magistrati dell’Ufficio (poi nota come pool antimafia), conscio che l’isolamento dei servitori dello stato li esponeva all’annientamento e li rendeva vulnerabili, in particolare i giudici e i poliziotti poiché, uccidendo chi indaga da solo, si seppellisce con lui anche il portato delle sue indagini.

Entrarono a far parte della sua squadra alcuni giovani magistrati fra i quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Con quest’ultimo condivideva il giorno di nascita, il 19 gennaio. Altro avrebbe legato le tre figure qualche anno dopo: la tragica fine

Rocco Chinnici fu ucciso alle 8 del mattino del 29 luglio 1983 con una Fiat 126 verde, imbottita con 75 kg di esplosivo parcheggiata davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo. Aveva cinquantotto anni.

Ad azionare il telecomando che provocò l’esplosione fu Antonino Madonia, boss di Resuttana, che si trovava nascosto nel cassone di un furgone rubato parcheggiato nelle vicinanze di via Pipitone. Morirono anche il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. L’unico superstite fu l’autista Giovanni Paparcuri, che riportò gravi ferite. I primi ad accorrere sul teatro della strage furono due dei figli di Chinnici, Elvira e Giovanni, rispettivamente di 24 e 19 anni, che erano in casa al momento dell’esplosione.

Il giudice Rocco Chinnici

Il programma in memoria della strage del 1983

Oggi, Palermo ricorderà le vittime con una serie di iniziative. Alla 10 vengono deposte corone di fiori nel luogo della strage. A seguire, nella chiesa di S. Giacomo dei Militari, all’interno della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, si tiene un seminario su “Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea”, con ingresso riservato agli invitati.

I lavori vengono trasmessi in diretta web sul canale Youtube della Fondazione Rocco Chinnici (https://bit.ly/331LK26). Previsto il saluto istituzionale della ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

Tra gli interventi in programma, quelli del Procuratore Capo Europeo, Laura Kodruţa Kövesi, al primo impegno pubblico in Italia dopo l’insediamento al vertice del nuovo ufficio dell’UE operativo dal 1 giugno scorso, e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho. Alle ore 18, nella la Chiesa di San Michele Arcangelo, a Palermo, sarà infine celebrata la Messa in ricordo delle vittime della strage. A Misilmeri (Palermo), alle 16.30, e a Partanna (Tp), in piazza Unberto I, alle 19.30, saranno deposte corone di fiori.

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