Lombardia, scatta il coprifuoco: dal 22 ottobre, stop agli spostamenti dalle 23 alle 5

Il governatore Fontana e il ministro della Salute Speranza firmano l'ordinanza. Per muoversi nelle ore di fermo occorrerà un'autocertificazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:47

Tutti in casa dalle 23 alle 5 del mattino, a partire da giovedì 22 ottobre. La nuova disposizione della Regione Lombardia è pronta a entrare in vigore e servirà, almeno nelle intenzioni, ad arginare i contagi sul territorio lombardo. L’ordinanza, emanata oggi e firmata sia dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che dal governatore Attilio Fontana, sarà valida fino al 13 novembre. Poco meno di un mese per contenere l’ondata di coronavirus che sta nuovamente mettendo in difficoltà la Lombardia e che, in qualche modo, dovrà evitare che il sistema sanitario territoriale finisca in condizioni di sofferenza. Consentiti, come nei giorni del lockdown ma in una determinata fascia oraria di riferimento, solo gli spostamenti necessari. La richiesta era stata inoltrata nei giorni scorsi, proprio a seguito della recrudescenza del Covid-19 in regione.

Lombardia, autocertificazione nelle ore di fermo

A dar lumi sulla nuova ordinanza lombarda è la stessa ordinanza firmata dal governatore, che ribadisce la possibilità di uscire di casa negli orari del coprifuoco solo in casi estremi. “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza. La sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione”. Per chi trasgredisce alle disposizioni, saranno previste sanzioni “secondo quanto previsto dall’art. 4 del decreto-legge n.19/2020“.

L’allarme di Sala

Un’ordinanza che, innanzitutto, dovrà fermare l’escalation di contagi che sta vivendo la città di Milano. Il capoluogo lombardo è stato indicato dagli esperti come più a rischio di altre zone della regione, soprattutto in merito alla densità abitativa. Concetto ripreso quest’oggi anche dal sindaco meneghino, Giuseppe Sala: “Noi siamo qua per cercare di trovare delle soluzioni – ha detto a Radio Deejay -, perché se la pandemia si scatena in una grande città l’effetto è dirompente. Questo per dire che la situazione è oggettivamente grave e io non posso stare qua a girarmi dall’altra parte, bisogna fare le cose con buonsenso”.

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