La Cina richiama Kim: “Stop alle provocazioni”, ok dell’Onu alle sanzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

“Stop alle provocazioni, inclusi i test missilistici e nucleari”. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha invitato il suo omologo nordcoreano, Ri Yong Ho, a rispettare le risoluzioni dell’Onu. Wang ha inoltre esortato gli Usa e la Corea del Sud a “fermare le crescenti tensioni“, affermando che tutte le parti in causa dovrebbero tornare al tavolo dei negoziati.

Ok alle sanzioni

La presa di posizione di Pechino arriva all’esito di un giorno caldissimo sul fronte della crisi nella penisola coreana, che ha visto il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, H.R. McMaster, minacciare il ricorso a una “guerra preventiva” contro Pyongyang con l’obiettivo di limitarne il potenziale nucleare. Nella stessa giornata il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha varato un durissimo pacchetto di sanzioni contro il regime di Kim Jong-un. Le misure puntano a mettere in ginocchio l’export di Pyongyang, con un divieto assoluto che riguarda i settori del carbone, ferro, piombo e dei prodotti ittici. Un colpo durissimo per un Paese povero e già profondamente isolato.  Per il regime di Kim le nuove misure punitive significano un taglio di un miliardo di dollari l’anno, un terzo delle entrate complessive legate alle esportazioni.

L’accordo

Il testo della risoluzione è frutto di un duro lavoro diplomatico svolto nelle ultime settimane al Palazzo di Vetro con i rappresentanti della Cina, il principale partner commerciale di Pyongyang. Con Pechino che, dopo mesi di braccio di ferro, per la prima volta non solo si è astenuta dal veto ma ha appoggiato il testo americano. Con tanto di ringraziamenti da parte dell’ambasciatrice Usa Nikki Haley. “Il fatto che il Consiglio di Sicurezza abbia adottato questa risoluzione all’unanimità dimostra che la comunità internazionale è unita in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana” ha detto l’ambasciatore cinese all’Onu, Liu Jievi, dopo il via libera al testo. “Rimane poco tempo – ha commentato Haley – ma oggi abbiamo adottato un passo nella giusta direzione e abbiamo inviato un messaggio forte al regime nordcoreano”.

La posizione italiana

Anche la posizione italiana è chiara. Secondo l’ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente all’Onu, il “Consiglio di Sicurezza ha inviato un messaggio inequivocabile alla Corea del Nord, ossia che la comunità internazionale è unita nel condannare le provocazioni crescenti di Pyongyang e determinata ad affrontare la minaccia alla pace internazionale adottando ulteriori azioni”. Gli ultimi lanci balistici, ha aggiunto, dimostrano che “la Corea del Nord sta avanzando illegalmente verso una capacità nucleare operativa, che mette gravemente in pericolo la sicurezza collettiva. Questa è una situazione straordinaria che richiede misure proporzionate”. Lambertini ha quindi invitato il regime di Kim Jong-un ad abbandonare immediatamente il programma nucleare e balistico sottolineando che l’Italia è pronta, al momento opportuno, a sostenere ulteriori misure restrittive nel contesto Ue. L’ambasciatore ha poi ribadito che come presidente del comitato sanzioni, l’Italia si impegnerà con tutti gli stati membri per la rapida e inclusiva attuazione di queste nuove misure”.

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