Kamala Harris, prima vicepresidente donna: “Non sarò l’ultima: sognate”

La senatrice della California entra a pieno titolo nella storia degli Stati Uniti. E il suo messaggio è rivolto ai più piccoli: "Questo è un Paese di possibilità: tutti possono farcela"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:34

Se il trionfo è tutto di Joe Biden, la notte delle stelle la vive anche Kamala Harris. Ex candidata dem alle primarie, da “avversario” di “Old Joe” a primo alleato, compagna di viaggio nella lunga marcia elettorale e, ora, dei prossimi quattro difficili anni. Con un record storico già in tasca: prima vicepresidente degli Stati Uniti donna. E con una promessa: “Non sarò l’ultima“. In realtà, la palma di prima esponente del sesso femminile a raggiungere tale rango era solo da assegnare. Poiché nel momento in cui Biden aveva compiuto il passo finale verso il rango di candidato in pectore dei democratici era chiaro che a fargli da vice sarebbe stata una donna. E la rosa delle papabili comprendeva nomi importanti, come la progressista Liz Warren o Tulsi Gabbard, ultima a mollare la corsa alla premiership democratica.

Il profilo giusto

Fin da subito, però, il profilo di Kamala era apparso quello giusto per Joe Biden. Che pure con lei aveva condotto le parti più aspre dei duelli tv, durante le primarie del partito. Su di lei avevano puntato in parecchi, convinti che il suo carisma potesse rispondere alle esigenze di un Partito democratico alla disperata ricerca di un nuovo leader dopo la fine della presidenza Obama. Non è andata così ma, per Biden, quello di Kamala Harris era il curriculum più indicato per completare il binomio che avrebbe sfidato Donald Trump e Mike Pence. Ex procuratrice distrettuale di San Francisco, procuratore generale della California e poi senatrice dello Stato che di lei, nativa di Oakland, è quello d’origine. E oggi, il suo nome è accostato alla storia statunitense. Alla quale si accosta con parole forti. “Il membro del Congresso John Lewis, prima di morire, scrisse: ‘La democrazia non è uno stato, è un atto’. E quello che voleva dire era che la democrazia americana non è garantita. È forte solo quanto la nostra volontà di lottare per questo”.

Kamala Harris e la storia

Parlando ai sostenitori di Biden da Wilmington, quartier generale dello staff Biden nel Delaware, Kamala ribadisce gli sforzi sostenuti. “So che sono stati tempi impegnativi, specialmente negli ultimi mesi: il dolore, le preoccupazioni e le lotte… Ma abbiamo anche assistito al vostro coraggio, alla vostra capacità di recupero e alla generosità del vostro spirito. Per quattro anni, avete marciato per l’uguaglianza e la giustizia per le nostre vite e per il nostro pianeta. E poi avete votato consegnando un messaggio chiaro: avete scelto speranza e unità, decenza, scienza e verità. Avete scelto Joe Biden come presidente degli Stati Uniti d’America“.

Un messaggio ai bambini

Poi una rivendicazione, immancabile, sul ruolo delle donne. Entrate anche loro, non solo oggi, nella storia americana. Ma la prima donna vicepresidente non è solo un dato da inserire negli annali. E’ anche un messaggio a tutte coloro che sognano e ambiscono a grandi traguardi. Kamala si rivolge a “ogni bambina che guarda” in tutto il Paese: “Possono farcela anche loro”. Troppo spesso, dice, “le donne sono trascurate ma spesso dimostrano che sono la spina dorsale della nostra democrazia… Anche se posso essere la prima donna in questo ufficio, non sarò l’ultima. Perché ogni ragazzina che guarda stasera vede che questo è un Paese di possibilità”. E conclude: “Ai bambini, indipendentemente dal sesso, il nostro paese ha inviato un messaggio chiaro: sogna con ambizione, guida con convinzione e vedi te stesso in un modo che gli altri potrebbero non vederti”.

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