Primo piano

Italia agli ottavi col batticuore

Tutto in pochi secondi, quelli finali degli otto di recupero che hanno consegnato all’Italia il passaggio agli ottavi. Col batticuore. Modric porta avanti i croati, l’Italia prende d’assedio la porta avversaria, ma con idee annebbiate. Alla fine, quando il mondo sembrava essere caduto sulla testa della nazionale, il guizzo di Zaccagni. Passata la paura, tantra: Italia agli ottavi: troverà la Svizzera.

Le scelte

Spalletti non finisce mai di sorprendere visto che negli ultimi giorni aveva fatto intendere di cambiare modulo e uomini, ed invece alla fine, ripiega su un comodo 3-5-2 e a sorpresa schiera in prima linea il duo Raspadori-Retegui. Alle loro spalle Pellegrini, Jorginho e Barella, con Darmian a destra e il recuperato Dimarco a sinistra. Dietro, davanti a Donnarumma, ci sono Di Lorenzo, Bastoni e Calafiori. Tutto confermato invece in casa Croazia, con Dalic che si affida al consueto 4-3-2-1, con Pasalic e Sucic alle spalle di Kramaric. In mezzo agiscono Kovacic, Modric e Brozovic; Brozovic regolarmente in campo con Modric e Kovacic. Dietro Gvardiol va a sinistra, Stanisic a destra, Sutalo e Pongracic davanti a Livakovic. Alla Red Bull Arena fischia l’olandese Makkelie.

Bene gli azzurri

La Croazia parte forte, spinta dalla sua gente (25mila tifosi contro i 10mila italiani) ma l’unico dato positivo per la nazionale di Dalic, è il possesso palla. Senza imbucate, grazie al posizionamento giusto degli azzurri che hanno giocato con grande intensità, creando di più e portando a referto l’unica vera occasione da rete: centro di Barella, incornata a botta sicura di Bastoni e miracoloso salvataggio di Livakovic. Per la Croazia una sola occasione, in avvio, con una conclusione dalla distanza, smanacciata in angolo con personalità da Donnarumma. Poi, Italia in cattedra. Gli azzurri hanno fatto sfogare i croati e provato a colpire al momento giusto. Retegui è arrivato con un attimo di ritardo sul centro di Calafiori, poi, due opportunità per Pellegrini e Modric, ma con scarsa fortuna. All’intervallo è zero a zero e tanta personalità per la nostra nazionale.

Sblocca Modric

Un cambio all’intervallo per Spalletti, che richiama Pellegrini per inserire Frattesi, alla ricerca di dinamicità in fase offensiva, mentre Dalic richiama Pasalic per inserire Budimir. Kramaric si fa largo a sinistra e centra di giustezza, sul pallone il braccio largo di Frattesi. Makkelie aspetta la chiamata Var che conferma quanto visto dal campo. Calcio di rigore per la Croazia. Modric sul dischetto, Donnarumma intuisce la traiettoria e respinge. Ma non è finita perché il portiere azzurro è ancora bravo a metterci una pezza sul tiro ravvicinato di Budimir, ma sulla respinta c’è ancora lui, Luka Modric, che stavolta non sbaglia. Croazia avanti dopo dodici minuti nella ripresa. A Dusseldorf intanto la Spagna è avanti 1-0 sull’Albania, mente con questo risultato l’Italia scivola al terzo posto.

Non va: speranza ripescaggio

La reazione azzurra non tarda ad arrivare. Dentro Chiesa per Dimarco, con l’Italia che adesso torna a quattro con Darmian che scala a sinistra. Subito Bastoni, altra incornata, palla di un soffio fuori. Sale la tensione, Spalletti agitato in panchina. Spingono gli azzurri, bene nello stretto. Palla sui piedi di Chiesa, sinistro ribattuto, ma Italia aggressiva con la difesa croata che stringe i denti. Ci provano Darmian, Chiesa, senza fortuna ma adesso palla sempre all’Italia. Doppio cambio per i croati: dentro Perisic e Ivanusec, fuori Kovacic e Susic. Dentro Scamacca al posto di Raspadori, l’Italia si gioca il tutto per tutto negli ultimi quindici minuti. Il tempo passa inclementemente, aumenta la paura. I croati tornano a palleggiare e quando si affacciano dalle parti di Donnarumma, serve la prontezza di Di Lorenzo ad andare su un pallone in area ed anticipare Budimir. Fuori Modric, dentro Majer a dieci dalla fine. Solo confusione, con i croati che vanno a nozze tra le disattenzioni azzurre, figlie della paura. Brozovic arretra ed è monumentale dietro, Italia a testa bassa più con la forza della disperazione che le idee. Dentro Zaccagni e Fagioli per Darmian e Jorginho. Serve il guizzo. Chiesa la mette in mezzo per Scamacca che a porta spalancata non riesce a mettere il piede. Ancora un cambio croato, fuori Kramaric, dentro Juranovic, Dalic si copre. Otto di recupero, Calafiori prende il giallo e salterà l’eventuale ottavo di finale. Sale il grido dei tifosi croati, l’Italia adesso è sulle gambe, stordita, ma ha ancora la forza per l’ultimo guizzo. Calafiori serve Zaccagni defilato in area, destro a giro e palla all’incrocio. E’ 1-1, qualificazione salva, Italia agli ottavi. Col batticuore.

Massimo Ciccognani

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