India degli orrori
BAMBINA CIECA STUPRATA E SGOZZATA

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:40

Non passa giorno senza che l’India ci riservi nuove tragedie. Da nord a sud, da est a ovest il Paese asiatico è scosso da atroci delitti e sopraffazioni nei confronti dei più deboli. Il tessuto sociale sembra sul punto di esplodere, e in una nazione con più di un miliardo di abitanti questo può rappresentare un problema non di poco conto. Così alle riconversioni forzate da parte dei radicali indù nell’Uttar Pradesh si affiancano le violenze su donne e bambini. E in tutto ciò, nonostante l’economia sia in crescita, la povertà e la fame coinvolgono gran parte degli indiani. L’ultima atroce storia di quello che sta diventando (o almeno dovrebbe) un vero e proprio caso internazionale proviene dal Maharashtra, regione dell’India centr’occidentale.

Domenica scorsa una bambina di appena sette anni è stata rapita, violentata e sgozzata mentre partecipava ai festeggiamenti per il matrimonio di un parente. La piccola, che aveva problemi di vista, aveva chiesto al padre di poterlo accompagnare nel Kumar Resort di Lonavala, dove si teneva il ricevimento nuziale. Nel pomeriggio si era allontanata per prendere del cibo e non ha più fatto ritorno.

Il suo corpo è stato ritrovato sul tetto della struttura. Visto che si trattava di una festa di famiglia nessuno si era preoccupato dell’assenza della bimba. Ma la sera, non vedendola tornare, il papà ha denunciato la scomparsa alla polizia. Le ricerche sono andate avanti per due giorni senza produrre alcun risultato, poi martedì un dipendente del Resort, salito sul tetto per pulire le vasche collegate ai pannelli solari ha notato un tappeto arrotolato. All’interno era contenuto il cadavere della bambina, seminudo e con un taglio alla gola. L’autopsia ha confermato lo stupro e la morte avvenuta per sgozzamento. Al diffondersi della notizia una folla si è radunata e ha assaltato la struttura alberghiera, danneggiandola.

Una vicenda agghiacciante, che richiama alla memoria quella del 7 novembre scorso. Quando Saher Batool, 7 anni anche lei, fu rapita, torturata, ammazzata e gettata in una discarica. Anche lei scomparsa in luogo familiare (il padre l’aveva lasciata davanti casa)  mai più tornata. Cambia solo il contesto geografico, visto che il barbaro omicidio di Saher è avvenuto in Pakistan. Lo stesso della coppia cristiana bruciata viva. Un altro inferno di questo mondo che sembra aver sposato la causa del male.

 

 

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