L’Algeria brucia: morte 42 persone, il sacrificio dei Vigili del Fuoco

lunedì notte in Algeria ci sono stati 41 incendi, 21 dei quali intorno a Tizi Ouzou, la capitale della Cabilia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05

A causa delle altissime temperature di questi giorni, l’Algeria sta vivendo una delle peggiori catastrofi ambientali e umane della sua storia. Sono infatti almeno 42 i morti provocati da dei vasti incendi boschivi che stanno flagellando la regione a est di Algeri il nord dell’Algeria, in particolare la provincia settentrionale della Cabilia, da circa una settimana.

Decine di vittime in Algeria

Le autorità hanno segnalato lunedì notte un totale di 41 incendi, 21 dei quali intorno a Tizi Ouzou, la capitale della Cabilia. Le vittime sono 17 civili e 25 vigili del fuoco. La Protezione civile ha reso noto che a Cabilia sono morte sei persone e nella regione di Setif (est) un uomo di 80 anni è deceduto mentre cercava di salvare i suoi animali.

Lo ha reso noto il premier algerino Ayman Benabderrahmane sottolineando – riporta il Guardian – che il governo ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale.

“Dietro lo scoppio simultaneo di circa 50 incendi in diverse località possono esserci solo mani criminali”, ha detto ieri il ministro dell’Interno, Kamel Beldjoud, dopo una visita nella zona più colpita. Decine di incendi sono divampati lunedì nella regione di Cabilia, 100 km a est della capitale, e in altre zone del Paese, costringendo le autorità ad inviare l’esercito per aiutare ad evacuare i cittadini.

Il messaggio di cordoglio del Presidente Tebboune

Il presidente deell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha twittato le sue condoglianze per i 25 soldati uccisi mentre lavoravano per salvare le persone nelle aree di Bejaiea e Tizi Ouzou, l’epicentro degli incendi.

“Con grande tristezza e dolore – si legge nel tweet del Presidente – ho ricevuto la notizia del martirio di 25 membri dell’Esercito Nazionale del Popolo, dopo essere riusciti a salvare più di cento cittadini dalle fiamme divampate nelle montagne di Bejaia e Tizi Ouzou. Di fronte a questi discorsi solenni, ci inchiniamo con riverenza davanti alle anime dei giusti figli della nazione. Le mie condoglianze a tutte le famiglie dei martiri, apparteniamo a Dio e a Lui ritorneremo”.

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