Il “settembre caldo” del fisco: lo sciopero dei commercialisti

Sganga, presidente dell'ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Paola ad Interris.it "Per le scadenze abbiamo attrezzato i vari rinvii ma a nulla serve se poi concentrano tutto nella stessa giornata"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:33
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Manca poco allo sciopero di 120.000 commercialisti italiani. I professionisti, impegnati nella dichiarazione dei redditi per il fisco, dopo aver invocato (ed atteso) la proroga dei versamenti dal 20 luglio al 30 settembre, hanno incassato il ‘no’ governativo. Così guidati dai 9 sindacati di categoria (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico) e sostenuti dal Consiglio nazionale, hanno proclamato l’astensione dal lavoro. Coinciderà “con le prossime scadenze di settembre e di quelle successive”.

Nell’audio la testimonianza di Giorgio Sganga, presidente dell’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Paola

Coronavirus e scadenze del fisco

L’impatto del corona virus sulla nostra attività è tremendo. Da noi, in Calabria, per ora si vede ben poco. A breve, però, ci saranno le conseguenze per il blocco di un processo produttivo adeguato – ha dichiarato ad Interris.it Giorgio Sganga, il presidente dell’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Paola, in occasione dei festeggiamenti per il 20 anni dalla Costituzione dell’Ordine dei Commercialisti di Paola -. Per quanto riguarda le scadenze abbiamo attrezzato i vari rinvii ma a nulla è servito se poi concentrano tutto nella stessa giornata. Questo significa creare ad ogni modo ingorgo per i sistemi finanziari. Il punto, invece, è diverso. Noi dobbiamo avere la possibilità di distribuire bene le scadenze fiscali – sottolinea il dottor Sganga -. Ritengo quindi che come proposta vada benissimo chiedere quanto richiesto dal contribuente, però facciamo in modo che la scanzionatura di cui parlavo prima non si aggravata da interessi. Io sono convinto che l’assistenzialismo vada bene però tu mi devi mettere in considerazione di produrre“.

Lo sciopero di settembre

Il primo appuntamento dell’astensione (a meno di rilevanti novità da parte dell’Esecutivo, che potrebbero concretizzarsi dopo le parole odierne del viceministro dell’Economia Laura Castelli, che ha riferito all’ANSA che si pensa ad utilizzare i “circa 20 miliardi”, pure per “cancellare parte delle tasse rinviate a settembre”), è stato annunciato, è quello del 16 settembre, quando i commercialisti intendono ‘incrociare le braccia’ e non inviare telematicamente all’Amministrazione finanziaria i dichiarativi relativi alle comunicazioni Iva.

Il ruolo dei Sindacati

Sindacati (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico) e Consiglio nazionale dei commercialisti, in vista dello sciopero della categoria, indetto dalle 24 del 14 alla stessa ora del 22 settembre, hanno inviato agli iscritti le indicazioni operative per il corretto svolgimento dell’astensione dal lavoro: al cliente, si precisa, “la comunicazione preventiva deve essere inviata entro 10 giorni dall’inizio dell’astensione (il termine in questo caso è oggi, 4 settembre), mentre la comunicazione preventiva alla segreteria della commissione tributaria deve giungere almeno 2 giorni prima della data stabilita per l’udienza.

20 anni dalla Costituzione

Quali emozioni a 20 dalla nascita del vostro ordine?
“Siamo nati 20 anni fa quando l’Europa con la nascita dell’Euro sembrava un non addetto ai lavori. Noi siamo nati non per dividere ma per unire ed io sono convinto che l’unitarietà nella diversità sia positiva. Bisogna stare sul proprio territorio perché questi sono degli avamposti di professionalità e necessità. Abbiamo fatto tanto ed in futuro speriamo di poter fare sempre meglio con l’area governativa”.

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