Il presidente Mattarella alla cerimonia del Ventaglio: “La vaccinazione è un dovere morale e civico”

Il capo dello Stato ha incontrato l'Associazione stampa parlamentare. Autrice del ventaglio la studentessa dell'Accademia di Belle Arti Virginia Lorenzetti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:27
Fonte quirinale.it

In occasione del tradizionale appuntamento estivo della cosiddetta cerimonia del ventaglio, ultima del suo settenato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale l’Associazione della stampa parlamentare, il suo presidente Marco Di Fonzo, i componenti del Consiglio direttivo, gli aderenti all’Associazione e personalità del mondo del giornalismo. Il ventaglio è stato realizzato dalla studentessa dell’Accademia di Belle arti di Roma Virginia Lorenzetti.

Il discorso

Nel suo intervento il capo dello Stato ha toccato temi di grande attualità, la pandemia e le riforme.

“Abbiamo vissuto un anno difficile, mesi drammatici. Lentamente e non senza contraddizioni – dovute all’eccezionalità della situazione da affrontare del tutto ignota – grazie a uno sforzo straordinario di collaborazione scientifica a livello globale, sono stati individuati due filoni che ci hanno permesso di incamminarci sulla via dell’uscita dalla crisi. La campagna di vaccinazione e la scelta di mettere in campo ingenti sostegni pubblici per contenere le conseguenze delle chiusure e dei distanziamenti a livello economico, produttivo, occupazionale. Due strade che hanno consentito speranza e fiducia, quei segni positivi di cui lei ha parlato. La vaccinazione e gli interventi di rilancio economico continuano a essere gli indispensabili strumenti per assicurare sicurezza e serenità”.

La pandemia

“La pandemia non è ancora alle nostre spalle – ha proseguito il capo dello Stato – il virus è mutato e si sta rivelando ancora più contagioso. Più si prolunga il tempo della sua ampia circolazione e più frequenti e pericolose possono essere le sue mutazioni. Soltanto grazie ai vaccini siamo in grado di contenerlo. Il vaccino non ci rende invulnerabili ma riduce grandemente la possibilità di contrarre il virus, la sua circolazione e la sua pericolosità”. “Per queste ragioni la vaccinazione è un dovere morale e civico” ha sottolineato il presidente.

“Nessuna collettività è in grado di sopportare un numero di contagi molto elevato, anche nel caso in cui gli effetti su molta parte dei colpiti non fossero letali”, ha avvertito il capo dello Stato. “Senza attenzione e senso di responsabilità rischiamo una nuova paralisi della vita sociale ed economica; nuove, diffuse chiusure; ulteriori, pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese, che possono essere evitate con attenzione e senso di responsabilità”.

Uno dei temi d’attualità più dibattuti negli ultimi giorni riguarda il rientro a scuola per il nuovo anno scolastico. “La pandemia ha imposto grandi sacrifici in tanti ambiti. Ovunque gravi. Sottolineo quelli del mondo della scuola. Ne abbiamo registrato danni culturali e umani, sofferenze psicologiche diffuse che impongono di reagire con prontezza e con determinazione. Occorre tornare a una vita scolastica ordinata e colmare le lacune che si sono formate. Il regolare andamento del prossimo anno scolastico deve essere una priorità assoluta. Gli insegnanti, le famiglie, tutti devono avvertire questa responsabilità, questo dovere, e corrispondervi con i loro comportamenti”, ha detto Mattarella.

Risorse e riforme

“Sull’altro versante, sappiamo che, dall’Unione Europea, sono in procinto di giungere le prime risorse del programma Next Generation”, ha continuato il presidente.

“Gli interventi e le riforme programmate devono adesso diventare realtà. Non possiamo fallire: è una prova che riguarda tutto il Paese, senza distinzioni”, ha rimarcato Mattarella.

“Quando si pongono in essere interventi di così ampia portata, destinati a incidere in profondità e con effetti duraturi, occorre praticare una grande capacità di ascolto e di mediazione. Ma poi bisogna essere in grado di assumere decisioni chiare ed efficaci, rispettando gli impegni assunti”.

Il capo dello Stato si è rivolto anche alle forze politiche: “Desidero dare atto alle forze politiche e parlamentari, di maggioranza e di opposizione, ai governi che si sono succeduti durante la pandemia, alle strutture dello Stato e ai nostri concittadini di aver compreso la gravità della situazione sanitaria, economica e sociale, manifestando complessivamente – al di là di inevitabili differenze di toni e di opinioni – uno spirito di sostanziale responsabilità repubblicana. Anche per questo conto che le forze politiche, di fronte a un tempo che sembra volgersi verso prospettive migliori, continuino a lavorare nella doverosa considerazione del bene comune del Paese“.

Mattarella ha poi concluso: “Conto che non si smarrisca la consapevolezza della emergenza che tuttora l’Italia sta attraversando, dei gravi pericoli sui versanti sanitario, economico e sociale. Abbiamo iniziato un cammino per uscire dalla crisi, ma siamo soltanto all’inizio. Ci siamo dati obiettivi ambiziosi e impegnativi, di medio e lungo periodo. Perseguirli con serietà e responsabilità significa anzitutto guardare con il realismo necessario all’orizzonte che abbiamo davanti”.

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