Missili su Leopoli, colpita una base militare sul confine polacco

Colpita la base militare di Yavoriv, nei pressi del confine con la Polonia: "Almeno 35 morti". Zelensky: "La Russia vuole frammentarci"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52
ucraina

Non si placa l’offensiva russa in Ucraina, dove le sirene hanno iniziato a suonare anche nell’area del Paese ritenuta ora più sicura. Secondo quanto riferito dal Kyiv Independent, un raid missilistico dell’esercito di Mosca avrebbe colpito l’area attorno alla città di Leopoli, a ridosso del confine con la Polonia. Diverse esplosioni sarebbero state udite all’incirca alle 6, ora locale, alla periferia cittadina. Finora, al suono delle sirene non era mai seguito quello delle detonazioni. L’escalation si allarga quindi fino alla linea di demarcazione con l’Unione europea. Nella stessa zona, un attacco aereo ha colpito la base militare ucraina di Yavoriv, a ridosso del confine polacco. Secondo i media ucraini, sarebbero almeno 35 le vittime. All’interno della base si trovavano anche istruttori militari stranieri.

Leopoli, attacco alla base militare

A Yavoriv, in passato, si sono svolte delle esercitazioni congiunte fra gli Stati Uniti e altri Paesi appartenenti alla Nato. Nella stessa caserma, inoltre, i soldati ucraini avrebbero ricevuto un addestramento missilistico specifico, sull’uso di lanciamissili forniti dall’Occidente. Il ministro della difesa ucraino, Oleksii Reznikov, ha definito il raid come “un nuovo attacco terroristico sulla pace e la sicurezza vicina al confine con Ue e Nato”. Il comunicato dell’attacco è stato diffuso dall’amministrazione regionale di Lviv, parlando di un raid aereo contro “il Centro internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza“. I missili lanciati sarebbero stati almeno otto. Finora, l’area di Leopoli (e in generale il confine occidentale dell’Ucraina) era rimasta fuori dalle offensive russe. Nella giornata di ieri, invece, le bombe hanno continuato a colpire la città di Mariupol.

Zelensky: “I russi ricattano i leader locali”

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a lanciare un nuovo avvertimento sulle mire di Mosca, parlando dell’intenzione russa di “creare nuove pseudo-repubbliche” in Ucraina per frammentare il Paese. L’appello del presidente alle regioni occupate, inclusa quella di Kherson, invasa nelle scorse ore, è di non ripetere le esperienze di Donetsk e Luhansk: “Stanno ricattando i leader locali, mettendo pressione sui deputati, cercando qualcuno da corrompere. Gli invasori russi non possono conquistarci. Non hanno abbastanza forza, non hanno abbastanza spirito. Stanno solo contando sulla violenza, solo sul terrore. Solo sulle armi, che hanno in abbondanza. Ma gli invasori non sono portati per una vita normale. E la gente può sentirsi felice e sognare. Ma sono biologicamente incapaci di rendere la vita normale. Ovunque la Russia sia andata in terra straniera, i sogni sono impossibili“.

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