Il contrattacco di Grillo alla mossa di Conte: “Non ha visione politica, voto su Rousseau per il Comitato direttivo su Rousseau”

La dura risposta del fondatore e garante del Movimento 5 Stelle alle dichiarazioni dell'ex premier. "Confronto e dialogo siano centrali", scrive la senatrice Paola Taverna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:23

A circa 24 ore di distanza dall’annuncio di Giuseppe Conte di presentare una proposta per un nuovo Statuto del Movimento 5 Stelle che potesse – secondo le parole dell’ex premier – garantire una “leadership forte e solida” ed evitare quella “diarchia” ritenuta “non funzionale”, il fondatore e garante del M5S Beppe Grillo replica senza mezze misure. “Conte non ha né visione politica, né capacità manageriali” ha scritto il comico genovese in un lungo post pubblicato sul suo blog, lanciando la consultazione degli iscritti per “l’elezione del Comitato direttivo” sulla “Piattaforma Rousseau“. Questo a poche settimane dall’intesa per la cessione dei dati degli iscritti alla piattaforma da parte dell’Associazione di Davide Casaleggio.

E’ stata convocata per per domani, dopo i lavori d’Aula, l’assemblea del gruppo alla Camera dei deputati del Movimento.

Non arriverà subito la risposta di Conte, scrive Adnkronos, che avrebbe preso atto che della scelta del fondatore del Movimento di fare – dal punto di vista dell’ex premier –  “il padre padrone”.

Il post

Il garante avverte che, secondo lui, “Conte può creare l’illusione collettiva (e momentanea) di aver risolto il problema elettorale”. Che non è il vero problema del Movimento, precisa Grillo, stilando poi un elenco di quelli che ritiene siano i punti da risolvere: “Problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente)”.

Che l’ex presidente del Consiglio, secondo lui, “non potrà risolverli perché non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione“.

“No partito unipersonale”

Grillo poi critica, richiamandosi all’orizzonte ideale originario della “democrazia diretta“, in maniera diretta la struttura del Movimento che ieri Conte ha delineato: “Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco. Le organizzazioni orizzontali come la nostra per risolvere i problemi non possono farlo delegando a una persona la soluzione perché non sarebbero in grado di interiorizzarla quella soluzione e di applicarla, ma deve essere avviato un processo opposto: fare in modo che la soluzione decisa, in modo condiviso, venga interiorizzata con una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti e non di una sola persona”.

“Famiglia”

Dopo il riferimento di Conte alla figura del genitore – “Spetta a lui (Grillo, ndR) decidere se essere il genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o ilgenitore padrone che ne contrasta l’emancipazione” -, nel suo lungo post Grillo evoca, per descrivere la base dei Cinque stelle, l’immagine della “famiglia” che “impara dagli errori e si mette in gioco”.

Il voto

Mettersi in gioco sta a indicare chiamare al voto gli iscritti per eleggere un “Comitato direttivo” per “elaborare un piano di azione da qui al 2023″ con “obiettivi, risorse, tempi e una visione a lungo termine, al 2050“.

Consultazione da svolgersi sulla Piattaforma Rousseau, annuncia il fondatore, spiegando come secondo gli articoli 1, 4 e 6 dell’attuale Statuto gli “strumenti telematici” per organizzare le “modalità telematiche di consultazione” sono quelli della piattaforma di Davide Casaleggio, a cui spetta anche la “verifica dell’abilitazione dei votanti” e il “conteggio dei voti”.

Nel M5S

Compaiono su Facebook le prime reazioni del mondo pentastellato. “Il M5S ha sempre attraversato grandi fasi di rinnovamento. E questo non deve spaventarci” –  scrive la senatrice Paola Taverna, “le parole di #Conte sono chiare e guardano verso il futuro del Movimento, ma dobbiamo saper rivolgere tutti insieme questo sguardo al domani. Confronto e dialogo siano centrali”.

Così il deputato ed ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “M5S: cercasi mediatori di comprovata esperienza, no perditempo. Confido in uno scatto di orgoglio della comunità 5 Stelle”.

Le altre forze politiche

Nel campo del Partito democratico, si reagisce con un richiamo all’unità pensando alle sorti della maggioranza e del governo. “E’ il momento di unire, non di dividere” a meno di un anno “dell’elezione del presidente della Repubblica, bisogna essere uniti, avere idee chiare ed essere determinati”. Lo ha detto il segretario dei Dem Enrico Letta.

Poi ha aggiunto, in merito alle tensioni interne al Movimento “è un travaglio complesso” che da osservatore il partito guarda “con grande rispetto e anche con un po’ di preoccupazione“.

Toni molto diversi vengono usati dalle parti di Italia viva. Ha scritto la viceministra Teresa Bellanova: “Hanno fatto di tutto, bloccando un Paese per mesi, per tenerselo presidente del consiglio. E dopo mesi, arrivano alle nostre stesse conclusioni”.

“Non so se ha ragione Grillo o se ha ragione Conte, secondo me hanno torto tutti e due”, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, “e prima si allontanano dal governo del Paese tutti e due meglio è per l’Italia”. “Però da democratico chi prende i voti è legittimato”, ha aggiunto.

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