Vertice Governo-Regioni, l’ipotesi: sci e scuola dopo le Feste

Il ministro Boccia, a margine dell'incontro sul Dpcm di Natale: "Ristori per chi resterà chiuso". La Conferenza regionale: "Didattica in presenza il 7 gennaio"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:19

“Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata. Speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo”. Lo ha detto il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, a margine del vertice fra governo e Regioni che, in giornata, ha cercato di mettere in fila tutti i temi caldi in vista del Dpcm del 4 dicembre. E sullo sci, l’esecutivo non arretra di un passo, promettendo comunque un aiuto alle attività connesse al turismo invernale, sia impiantistiche che ricettive. Lo stesso Boccia precisa che “i ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire”.

Sci, linea dura

La linea dura sullo sci, secondo il ministro alle Autonomie, rientra nei gesti necessari da parte del governo affinché venga contenuta un’eventuale terza recrudescenza del coronavirus. “La sicurezza delle persone e la salute – spiega – vengono prima di tutto. Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza. Anche in Germania si è scelta la linea della massima prudenza. Nella consapevolezza che – ha detto oggi il ministro Helge Braun – ‘davanti a noi ci sono mesi invernali difficili, e questo vale fino a marzo'”.

In effetti, oggi il governo tedesco è tornato alla carica affinché l’Europa adotti una strategia comune per gli impianti sciistici d’Europa. Anche se la Commissione frena circa una diretta responsabilità su fattori interni. L’Austria, ad esempio, resta convinta della riapertura, avendo peraltro già inoltrato a Bruxelles la richiesta di ristori qualora da lì fosse arrivata la decisione di chiudere.

Scuola, le Regioni frenano

Per quanto riguarda l’Italia, ancora in via di definizione la questione scuola. “Le regioni – ha spiegato il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti – unanimemente hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”. Tutte le Regioni, inoltre, “hanno unanimemente ritenuto di dire al Governo che si tratterebbe di una mossa inopportuna in questo momento soprattutto alla vigilia della pausa festiva delle scuole”. Questo, “in assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi”. E “in assenza di un servizio pubblico che oggi prevede capienza al 50% e andrebbe ritoccata”.

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