Il Giappone ricorda l’esplosione di Hiroshima

Non è stato firmato un trattato contro il nucleare. Mattarella "l'Italia sostiene con forza l'obiettivo di un mondo libero da armi nucleari"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:53

A distanza di 75 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima – e malgrado l’emergenza sanitaria del coronavirus – il Giappone commemora l’anniversario all’interno del parco del memoriale della Pace, al centro della città, sebbene in una forma più ridotta.

Una cerimonia che si è tenuta in forma ridotta per via del covid-19: erano presenti poco più di mille persone contro gli oltre 10mila degli anni precedenti.
ll numero dei partecipanti stato ridotto di circa un decimo, con rappresentanti di 80 nazioni che hanno accompagnato il premier nipponico Shinzo Abe.

 La Bomba Atomica 6 Agosto 1945 Hiroshima ©Simone Busiello

La cerimonia in ricordo delle vittime di Hiroshima

Dentro il cenotafio hanno esposto una lista coi nomi delle 324,129 vittime che comprenderà le persone decedute negli ultimi 12 mesi. Alle 8:15 esatte il rintocco della campana ha scandito l’inizio del minuto di silenzio; l’orario esatto di 75 anni fa in cui l’ordigno atomico venne sganciato dal bombardiere B29 statunitense ‘Enola Gay’, provocando 140.000 morti.

Una seconda bomba è stata sganciata tre giorni dopo su Nagasaki, uccidendone altre 70.000. Era il 9 agosto. Il Giappone si arrese il 15 agosto, ponendo fine alla seconda guerra mondiale e a quasi mezzo secolo di egemonia in Asia.

Il messaggio del presidente Mattarella

Il bombardamento atomico di Hiroshima – cui seguì, tre giorni dopo, quello su Nagasaki – di cui oggi ricorre il 75/mo anniversario, vide l’umanità apprendere in pochi secondi l’esistenza di strumenti di autodistruzione totale. Le due città giapponesi sono tutt’oggi un monito costante a mantenere e sviluppare ulteriormente quel sistema di istituzioni ed accordi – con le Nazioni unite al centro – creato dopo la Seconda Guerra Mondiale per garantire a tutti pace e sicurezza durature. L’architettura internazionale per il disarmo e la non proliferazione è una componente importantissima di tale sistema e ogni sua violazione rappresenta un passo verso l’olocausto nucleare”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“L’Italia – ricorda il Capo dello Stato – sostiene con forza l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari, attraverso un approccio progressivo al disarmo che preveda il responsabile coinvolgimento di ogni Stato. L’agenda internazionale non può prescindere da questo traguardo. Rendere omaggio alle innumerevoli vittime di quei tragici eventi e ai moltissimi che, sopravvissuti ai bombardamenti, subirono gli effetti devastanti delle radiazioni, significa impegnarsi per creare un mondo pacifico per adempiere la promessa incisa sul cenotafio di Hiroshima: ‘Non ripeteremo l’errore‘”.

Non è stato ancora firmato un trattato per il divieto delle armi nucleari

Il sindaco di Hiroshima e altre personalità giapponesi hanno notato come sia poco coerente il rifiuto del governo giapponese di firmare un trattato di divieto delle armi nucleari.

In particolare, il sindaco Kazumi Matsui ha esortato i leader mondiali a impegnarsi più seriamente per il disarmo nucleare, sottolineando i fallimenti del Giappone.
“Chiedo al governo giapponese di ascoltare l’appello dei (sopravvissuti ai bombardamenti) di firmare, ratificare e diventare parte del Trattato sul proibizionismo delle armi nucleari”, ha affermato Matsui nel suo intervento.
“Essendo l’unica nazione a subire un attacco nucleare, il Giappone deve persuadere l’opinione pubblica globale a unirsi allo spirito di Hiroshima“.

©StudentiTv

Il suo discorso evidenzia ciò che i sopravvissuti al bombardamento atomico messo a segno dagli Stati Uniti sentono come un’ipocrisia da parte del governo giapponese, che ospita 50mila soldati americani ed è protetto dall’ombrello nucleare statunitense.

Tokyo non ha firmato il trattato di divieto delle armi nucleari adottato nel 2017, nonostante il suo impegno contro il nucleare, un fallimento nell’azione di governo che i sopravvissuti ai bombardamenti atomici e i gruppi pacifisti non possono non evidenziare.

Bisogna prendere posizione contro il nucleare

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha detto che bisogna prendere posizione contro il nucleare senza mezzi termini: “L’unico modo per eliminare totalmente il rischio nucleare è eliminare totalmente le armi nucleari”, ha detto nel suo video messaggio da New York.

“Settantacinque anni sono troppo lunghi per non aver imparato che il possesso di armi nucleari diminuisce, piuttosto che rafforzare la sicurezza”, ha aggiunto.
“Oggi, un mondo senza armi nucleari sembra scivolare ulteriormente dalla nostra portata”. Un gruppo di anziani sopravvissuti, noto come hibakusha, sente una crescente urgenza di raccontare le proprie storie, nella speranza di raggiungere una generazione più giovane.

Molti eventi, compresi i loro discorsi, erano stati cancellati a causa del coronavirus, ma alcuni sopravvissuti hanno collaborato con giovani studenti o gruppi pacifisti per parlare a eventi online e raggiungere anche un pubblico internazionale.

L’età media di chi è stato testimone diretto del bombardamento è di 83 anni. Tra tutti i supertisti il sentimento dominante è la rabbia per quella che hanno definito la riluttanza del governo giapponese ad aiutare e ascoltare coloro che hanno subito il bombardamento atomico.

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