Raggiunta intesa sindacati-imprese: sì alla continuazione produttiva

Stop alle scadenze fiscali di lunedì per tutti, possibili cali delle bollette, si studiano ammortizzatori sociali, congedi speciali, sostegno alla liquidità delle imprese e nuove misure per aiutare il servizio sanitario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:50

E’ stata raggiunta l’intesa tra sindacati e imprese per il decreto legge con le misure economiche per far fronte all’emergenza coronavirus. Dopo un lungo confronto andato avanti nella notte, anche in videoconferenza con il governo, è stato firmato il “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. “Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”, ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Le misure

Stop alle scadenze fiscali di lunedì per tutti, già assicurato. E calo delle bollette allo studio, per alleviare famiglie e imprese. In arrivo anche ammortizzatori sociali, congedi speciali, sostegno alla liquidità delle imprese e nuove misure per aiutare il servizio sanitario in affanno per l’epidemia da Coronavirus. Lo scrive  Ansa. Il governo tenta di stringere e lavora a una sorta di ‘super-decreto’ che potrebbe accogliere anche i tanti suggerimenti presentati dai ministeri, che vanno dai rinvii degli appuntamenti elettorali a quelli delle scadenze dei documenti o della revisione auto. Ancora si sta valutando, però, se condensare in un unico provvedimento tutti gli interventi o se spacchettarli in due tempi, con un primo decreto da portare in Consiglio dei ministri entro il weekend, probabilmente sabato in serata, e un secondo da varare a inizio della prossima settimana che guardi oltre l’emergenza, per arginare il rischio tracollo del Pil.

Il documento

“Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene
linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di
sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il
contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro”, si legge nella premessa del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro“. “La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. Pertanto le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro. Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere al lavoro agile e gli ammortizzatori sociali, soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del virus. È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività. In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale. Ferma la necessità di dover adottare rapidamente un Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus che preveda procedure e regole di condotta, va favorito il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali“.

Il commento dei sindacati

“E’ un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è priorità assoluta“, spiega una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil. “Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese”, dicono Cgil, Cisl e Uil dopo la firma del protocollo sulla sicurezza. I sindacati in una nota congiunta sottolineano l’importanza della firma del governo che “favorirà la piena attuazione dl protocollo”. “E’ un protocollo molto chiaro e dettagliato che ora va attuato in tutte le aziende ed in tutti i luoghi di lavoro” per contenere la diffusione del coronavirus e per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, anche utilizzando un periodo di sospensione”, ha aggiunto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, dopo l’intesa tra governo e parti sociali. “Si potranno usare gli ammortizzatori sociali e il lavoro agile”.

Torino

Si fermano le fabbriche torinesi. Come riporta La Stampa, secondo un bilancio calcolato dalla Fiom-Cgil di Torino sono circa 10mila i metalmeccanici della provincia torinese che sono a casa da ieri, o lo saranno lunedì e martedì prossimo: stop negli stabilimenti in cui si sono registrati casi di positività al coronavirus, o con addetti entrati in contatto con persone contagiate al di fuori del posto di lavoro. Le fabbriche vengono chiuse per sanificazioni in corso o perché non possono adeguarsi alle normative di sicurezza previste per limitare il contagio. Due aspetti della stessa medaglia. “Ha fatto benissimo il presidente Conte perché la tutela della salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa” ma è anche “fondamentale che nessuno dei lavoratori coinvolti perda il reddito”, è stato il commento della segretaria nazionale della Cisl Annamaria Furlan nell’intervista rilasciata a la Repubblica due giorni fa.

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