LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017, 009:00, IN TERRIS

Elezioni amministrative, flop M5S. Orlando confermato al primo turno

MATTIA DAMIANI
Elezioni amministrative, flop M5S. Orlando confermato al primo turno
Elezioni amministrative, flop M5S. Orlando confermato al primo turno
Urne chiuse alle 23, affluenza complessiva del 60,07% e un dato assodato: il flop del Movimento Cinque stelle nelle grandi città, inclusi 4 capoluoghi di regione. Gli exit poll avevano già pronosticato la debacle dei grillini nei centri maggiori e, allo stesso modo, preventivato il largo successo di Leloluca Orlando, confermato sulla poltrona di sindaco di Palermo (sulla quale siederà per il quinto mandato), l'unico al primo turno. Per gli altri grandi centri sarà ballottaggio, a cominciare da Genova dove si sfideranno, il prossimo 25 giugno, Gianni Crivello (centrosinistra) e Marco Bucci (centrodestra); a Catanzaro, dove si è registrata la più alta affluenza, Sergio Abramo (centrodestra), sindaco uscente, con 31-35% va al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica) 30-34%. A L'Aquila, dove regna il nodo delle ricostruzioni post-sisma, sarà sfida tra Americo Di Benedetto (centrosinistra) e Pieluigi Biondi (centrodestra). Anche a Verona vanno al secondo turno Patrizia Bisinella (candidata di Fare!) che, in extremis, sorpassa la sindaca uscente di centroseinistra Orietta Salemi, e Federico Sboarina (centrodestra). Bruciante delusione, per il M5S, anche a Parma dove al ballottaggio andranno l'uscente Federico Pizzarotti (lista civica) e Paolo Scarpa (centrosinistra). Sfida aperta anche a Padova dove, al secondo turno, andranno Massimo Bitonci (centrodestra) e Sergio Giordani (centrosinistra).

Affluenza


Alle 12, l'affluenza si attestava al 19,36% negli 849 comuni gestiti dal Viminale ma la percentuale era data in aumento. Alla diramazione dei successivi dati alle ore 19, infatti, la percentuale è salita al 42,35%, contro il 37,7% delle omologhe precedenti. Va detto che, in quell'occasione, si votata in due giorni. Seggi regolarmente insediati a partire dalle ore 16 del 10 giugno e 1004 comuni italiani chiamati a scegliere il proprio sindaco: per le amministrative il voto è stato aperto dalle 7.00 del mattino. Oltre 9 milioni di italiani sono stati chiamati ai seggi, diversi dei quali nelle sedi elettorali di 25 capoluoghi di provincia e 4 di regione (Palermo, Genova, L'Aquila e Catanzaro). Un momento utile anche per i vari partiti che, da queste amministrative, potranno trarre le prime conclusioni in relazione alle venture elezioni politiche che siano anticipate (improbabile visto il mancato accordo sulla legge elettorale) o meno. La più grande delusione il M5S l'ha avuta proprio nel capoluogo ligure, dove Beppe Grillo (il quale l'aveva in un certo senso pronosticata) ha tenuto un discorso pre-voto non troppo partecipato il 9 giugno scorso: "Oggi - ha scritto sul suo blog -, insieme a nove milioni di italiani, sono chiamato al voto per scegliere il sindaco della mia città. Invito tutti ad andare a votare: è importante!". Il leader M5S si è recato alle urne attorno alle ore 12.30, senza fermarsi con i cronisti presenti né con il sondaggista che lo attendeva.

Le elezioni


Qualche incognita per questa tornata di elezioni era riservata proprio dall'affluenza, anche questo un dato carico di incertezze: particolarmente interessato il Partito democratico, forte di ben 15 sindaci uscenti, mentre la destra era a caccia di conferme dopo i clamorosi flop a livello europeo (ultimo l'Ukip). Affluenza piuttosto alta a Catanzaro, dove ha votato il 22,13% degli elettori, mentre Genova si attesta, finora, al 7,43%. Il capoluogo di provincia con la più elevata affluenza alle urne è stato Lecce, con il 27,38% in giornata e un 70,15% complessivo solo in città (68,58% in provincia). Una piccola soddisfazione per i pentastellati arriva da Guidonia Montecelio, dopo l'exploit alle elezioni di Roma dello scorso anno: Michel Barbet, sindaco uscente, andrà al ballottaggio con Emanuele Di Silvio (centrosinistra) il quale ha comunque toccato una percentuale maggiore (27,13% contro 20,92%).

Il caso


In un'abitazione di Sant'Antimo, comune della città metropolitana di Napoli, i Carabinieri hanno rinvenuto 321 tessere elettorali, in possesso di una "banda" di tre individui (due incensurati e un pluripregiudicato) che, in cambio di un'offerta in denaro, richiedeva il voto per un candidato a loro gradito, appartenente a una delle liste civiche della cittadina a nord del capoluogo campano. I tre sono stati arrestati dalle Forze dell'ordine, mentre le votazioni nel comune di 34 mila abitanti proseguono con 6 candidati in lizza per la poltrona di sindaco.
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