Ecco qual è il cibo più sprecato dagli italiani

La rilevazione della Coldiretti nella giornata nazionale di prevenzione contro gli sprechi alimentari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:51

Il pane è tra gli alimenti più sprecati nelle case, con più di un italiano su cinque che lo butta spesso, nonostante il suo alto valore simbolico e suoi mille possibili utilizzi in cucina. E’ quanto emerge dalle elaborazioni di Coldiretti su dati Waste Watcher in occasione della Giornata nazionale di prevenzione contro gli sprechi alimentari, con un focus sul recupero degli avanzi di pane in cucina secondo le tradizioni contadine delle diverse regioni, dai rabaton piemontesi alle purpette calabresi.

Le mille varietà di pane

Tra rosette, filoni, pagnotte, pane sciapo, pane ai multicereali, pane nero, di segale, pane di farro, pane di grano d’uro e tante altre specialità regionali e locali gli italiani – conclude Coldiretti – possono contare su varietà storiche e moderne che non hanno eguali al mondo. Il pane, evidenzia l’organizzazione agricola, ha un valore culturale, sociale e religioso per il quale nel corso dei secoli la tradizione contadina ha ideato ricette e metodi di utilizzo magari insieme ad altri avanzi per evitare di buttarlo.

Le ricette di recupero dalle Regioni

Dalla ribollita in Toscana agli gnocchi con pane raffermo con crema di morlacco e salame croccante del Veneto, dal pancotto alla romana del Lazio alle polpette svuota frigo della Lombardia, dalle briciole del pane carasau della Sardegna al pane cunsatu della Sicilia, dal pane raffermo fritto e farcito del Molise ai rabaton alessandrini del Piemonte. In Abruzzo, prosegue la Coldiretti, le “pallott cac’ e ov” vengono ottenute usando pane, pecorino, uova e prezzemolo e se in Basilicata si usa il pane raffermo con le cicorielle; Marche e Campania sono affratellate dalla panzanella, il pane raffermo bagnato e condito con pomodoro, cipolle, sale e pepe; in Liguria, per le verze farcite al forno alla genovese, il pane vecchio si mette in ammollo nel latte e poi si mescola a parmigiano, ricotta, uva e sale; in Friuli gli gnocchi si fanno anche con pane e polenta, mentre in Umbria ci sono le polpette della suocera, che fanno il paio con le “purpette contadine della nonna” alla calabrese per arrivare ai classici canederli delle montagne del Trentino Alto Adige.

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