Draghi: “Otto miliardi per energia e automotive senza scostamenti di bilancio”

Dal Consiglio dei ministri via libera unanime al decreto contro il caro-bollette, con un fondo unico pluriennale per il settore automobilistico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:19
Palazzo Chigi Recovery plan

Passano in Consiglio dei ministri il nuovo decreto da otto miliardi complessivi, di cui circa sei contro il caro-bollette, e il decreto sulle cessioni dei crediti legati ai bonus edilizi, compreso il Superbonus. Con il decreto bollette arriverà un fondo unico pluriennale per il settore automobilistico: secondo quanto si apprende da fonti di governo, nel corso della cabina di regia sul provvedimento è stata accolta la richiesta in primis del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti di intervenire subito. Ci sarà uno stanziamento di 800 milioni nel 2022, che poi salirà a un miliardo l’anno. Approvato inoltre il fondo da 15 milioni di euro per gli indennizzi alle famiglie dei medici non convenzionati Inail e del personale sanitario deceduti per Covid, proposto dal ministro della Salute Roberto Speranza e dalla ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Draghi

“Abbiamo approvato un provvedimento per contenere il costo dell’ energia e per sostenere settore automobilistico: mettiamo in campo quasi otto miliardi euro di cui sei per l’energia e lo facciamo senza ricorrere a scostamenti bilancio“, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi. “Ampliamo le misure sulle bollette e interveniamo in modo strutturale sulla produzione del gas italiano e per semplificare l’istallazione di impianti di energia rinnovabile”, ha aggiunto.

“Il governo vuole intervenire fin da ora per evitare che il rincaro dell’energia si traduca in un minor potere di acquisto delle famiglie e in una minore competitività delle imprese”, ha detto ancora il capo dell’esecutivo, che ha proseguito dichiarando “ci aspettiamo che i grandi produttori di energia condividano con il resto della popolazione il peso dei rincari dell’energia, sul come ci stiamo riflettendo”.

“Sul mercato del lavoro ci sono buone notizie”, ha affermato il presidente del Consiglio illustrando il quadro attuale del Paese. “Il numero degli occupati è cresciuto in Italia fra gennaio e dicembre di oltre 650mila unità e il tasso di occupazione è aumentato di 2,2 punti percentuali ritornando al livello di prima della pandemia”. “Ma ovviamente ci sono delle criticità a cui ci siamo abituati e a cui non dobbiamo abituarci”, ha continuato. “La maggior parte dei nuovi dipendenti nell’ultimo anno ha firmato un contratto a tempo determinato e solo un quarto ha firmato un contratto permanente“. “Sono sicuro che riusciremo conseguire questi risultati” per i quali è nato il governo, ha concluso Draghi.

Franco

“L’intervento diretto supera i 5,5 miliardi, ma si associano interventi volti a sostenere regioni e comuni”, ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco. “L’obiettivo del decreto è sostenere l’economia in questa fase difficile, abbiamo avuto una performance molto positiva nel 2021, ora vediamo un rallentamento dell’attività in Italia e altri Paesi connesso all’evoluzione dei prezzi dell’energia“. Gli interventi comprendono anche la replica di quelli già attuati. come l’azzeramento degli oneri di sistema sia per i piccoli che per i grandi utenti, l’abbattimento dell’aliquota Iva sul gas al 5%, e la conferma della protezione dei 3,5 milioni di nuclei familiari con redditi bassi che godono del bonus bollette. Vengono poi replicati gli interventi per le imprese energivore, circa 4mila, estendendolo anche alle imprese che autoproducono energia elettrica consumando gas. Inoltre, si aggiunge un sostegno di oltre 500 milioni per le gasivore che sono circa mille.

Cingolani

Il governo interverrà sulla produzione nazionale di gas “per arrivare a circa cinque miliardi di metri cubi” di produzione nazionale dagli attuali 3,2 miliardi, su un totale di consumi nazionali di circa 70 miliardi“. Lo ha detto il il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani spiegando l’intervento “in quattro colonne” varato oggi dal Consiglio dei ministri: oltre all’aumento della produzione nazionale, si punta a una “formidabile semplificazione per gli impianti rinnovabili”, a un intervento “per la sicurezza nazionale” portando al massimo gli stoccaggi, e a “una misura innovativa sui biocarburanti”.

Giorgetti

“Il fondo di sostegno al settore automobilistico prevede circa un miliardo di euro l’anno su un periodo di otto anni “per accompagnare il processo di transizione“, ha illustrato Giorgetti. Il ministro ha inoltre detto che l’intervento guarda “sia alla produzione diretta che all’indotto. E’ un intervento pubblico importante ma l’iniziativa privata lo è di più”, e dunque l’intervento statale “serve soprattutto a convincere tutti i soggetti della filiera a investire e affrontare questa sfida con a fianco lo Stato”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.