Beirut, le donazioni del Papa e della Cei

Le prime donazioni economiche per le popolazioni colpite dalla tremenda deflagrazione del 4 agosto arrivano da parte delle strutture cattoliche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:17

Secondo quanto riferito dal Vaticano Papa Francesco, tramite il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha inviato un primo aiuto di 250.000 euro “in sostegno alle necessità della Chiesa libanese in questi momenti di difficoltà e di sofferenza”.

A diffondere la notizia è un comunicato del medesimo Dicastero. “Tali donazioni vogliono essere un segno della premura di Sua Santità verso la popolazione coinvolta dalla deflagrazione al porto di Beirut, significando la Sua paterna vicinanza con quanti si trovano nel dolore e nelle difficoltà più stringenti”, si legge nel comunicato.

 

Le donazioni da parte delle strutture cattoliche

L’aiuto è stato trasmesso tramite la Nunziatura Apostolica a Beirut e servirà per soccorrere le persone colpite dalla terribile esplosione. Questa ha provocato svariati morti e centinaia di migliaia di feriti e di sfollati. Al contempo ha distrutto edifici, chiese, monasteri, strutture civili e sanitarie. A fronte delle urgenti necessità, è stata immediata la risposta di soccorso da parte delle strutture cattoliche. Le donazioni sono arrivate mediante centri di accoglienza per gli sfollati, unitamente all’azione di Caritas Libano, Caritas Internationalis e varie Caritas sorelle.

 

1 milione di euro dalla Cei

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana oggi, invece, ha deciso di stanziare 1 milione di euro dai fondi otto per mille. Sono soldi che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica e che la Cei ha deciso di donare in soccorso delle popolazioni del Libano colpite dalla terribile esplosione del 4 agosto scorso.

La notizia arriva da un comunicato stampa ufficiale CEI. La catastrofe colpisce un Paese già piegato da una pesante crisi finanziaria, economica e sociale, acuitasi nell’ultimo anno, che ha ridotto in povertà moltissime famiglie con più di un quarto della popolazione che vive con meno di 5 dollari al giorno.

“La Chiesa italiana esprime cordoglio e vicinanza alla popolazione libanese. Inoltre assicura la propria preghiera per le vittime, i loro familiari e i feriti. Il Signore possa lenire le sofferenze di questo momento. Prega anche perché il Paese, con l’impegno delle autorità politiche e religiose e della società tutta, possa superare le sofferenze di queste giornate”, si legge nel comunicato.

 

Un piano di sostegno per i prossimi 12 mesi

Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato al sostegno dei piani di intervento d’emergenza di Caritas Libano, tramite Caritas Italiana, per i prossimi 12 mesi. In coordinamento con le agenzie umanitarie presenti, la Caritas sta già fornendo cibo, farmaci e assistenza medica. Ma anche beni di prima necessità, kit igienico sanitari, e prevede di continuare tali azioni per i prossimi mesi. Inoltre, sosterrà gli interventi per la riparazione delle abitazioni, le azioni di riabilitazione, l’accompagnamento e il sostegno al reddito per le fasce più povere e vulnerabili della popolazione. Questo è possibile grazie ad un’ampia mobilitazione del volontariato locale.

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