Delitto Colleoni, arrestato il figlio: le ipotesi degli inquirenti

L'omicidio dell'ex segretario leghista della provincia di Bergamo sarebbe avvenuto al culmine di una lite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:40
Colleoni

C’è una svolta improvvisa nell’indagine sulla morte di Franco Colleoni, ristoratore ed segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo. L’uomo, ucciso nella giornata di ieri a Dalmine, potrebbe essere stato ucciso da suo figlio al culmine di una lite. In mattinata, i carabinieri di Bergamo hanno arrestato il 34enne, sospettato di avere delle responsabilità nella morte di suo padre. L’ipotesi degli inquirenti è che l’uomo abbia litigato furiosamente con Colleoni in merito alla riapertura della trattoria “Il Carroccio”.

Il sospetto è che il 34enne abbia picchiato suo padre Franco facendolo cadere a terra in modo violento. La morte potrebbe essere dovuta a diversi urti in terra con la testa, su una pietra del cortile di casa sua.

Morte Colleoni, l’indagine

Una novità scioccante nell’indagine, immediatamente concentratasi sui familiari dell’ex politico. In particolare, secondo i carabinieri, i rapporti fra padre e figlio sarebbero tesi da molto tempo. Nel corso della notte, durante l’interrogatorio, l’uomo avrebbe ammesso la colluttazione avvenuta con suo padre, affermando però di non ricordare nulla dell’evento. Al momento, il figlio di Colleoni (cuoco nel locale di famiglia) si trova in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Uomo noto, nel Bergamasco, proprio per il suo passato come segretario leghista provinciale, Franco Colleoni è stato ucciso nella sua casa di Dalmine. Immediatamente, i rilievi avevano indicato la sua morte come arrivata a causa di ripetuti colpi alla testa con un oggetto contundente. Erano stati proprio i figli a dare l’allarme, circa due ore dopo la morte.

Inizialmente si era avanzata l’ipotesi di un’aggressione a scopo di rapina. Era stata l’efferatezza del delitto, tuttavia, a far desistere gli inquirenti da questa ipotesi. Gli inquirenti, nonostante i vicini abbiano ammesso di non aver visto e sentito nulla, hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza.

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