Decreto aiuti, Draghi: “Difendere potere d’acquisto e produttività delle imprese”

Fra i provvedimenti del testo da 14 miliardi, l'aumento della tassa sugli extraprofitti delle grandi imprese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:12
Roma 24/11/2021 - conferenza stampa misure contrasto Covid-19 / foto Pool/Insidefoto nella foto: Mario Draghi

La conferenza del presidente del Consiglio Mario Draghi, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto aiuti da 14 miliardi, terrà una conferenza stampa insieme ai ministri dell’Economia Daniele Franco, della Transizione ecologica Roberto Cingolani, del Lavoro Andrea Orlando e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Fra i provvedimenti del testo, l’aumento della tassa sugli extraprofitti delle grandi imprese.

Gli obiettivi

“Un provvedimento molto articolato, l’obiettivo è difendere il potere di acquisto delle famiglie, dei più deboli e la capacità produttiva delle imprese“, ha detto il capo dell’esecutivo. Con il decreto aiuti arriverà un contributo una tantum da 200 euro per dipendenti e pensionati fino a 35mila euro di reddito, ha poi affermato Draghi.

Il senso del governo

“Nel clima di grandissima incertezza che c’è, il governo fa il possibile per poter dare un senso di direzione, di vicinanza, a tutti gli italiani e le azioni, le decisioni di oggi rappresentano bene questa determinazione del governo”, ha detto Draghi. “In un certo senso, è il senso del governo stesso”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “I provvedimenti di oggi affrontano il caro-vita, l’accelerazione dei prezzi dipende in larghissima misura dai prezzi dell’energia. E questo significa che si tratta di una situazione temporanea che va affrontata con strumenti eccezionali”, ha spiegato ancora.

Indipendenza dal gas russo

Il decreto, ha continuato il presidente del Consiglio, si estende in molte aree: “Approviamo liberalizzazioni, riforme nel settore delle energie rinnovabili, che ci permettono di accelerare la transizione ecologica, di fare quello scatto negli investimenti nelle rinnovabili, che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo“.

Imprese

“Abbiamo esteso al 31 dicembre la garanzia sui prestiti bancari alle piccole e medie imprese e alle imprese maggiori attraverso Sace” , ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. Franco ha spiegato che il Governo ha “trasposto in normativa italiana quella definita dalla Ue nel nuovo temporary framework“. Il ministro ha poi precisato che il sostegno di 200 euro ai redditi è finanziato con “l’aumento del prelievo straordinario“, al 25%, sulle aziende importatrici e produttrici di energia che hanno realizzato extra-profitti grazie ai prezzi energetici.  Il decreto, inoltre,  stanzia tre miliardi per “la rivalutazione dei prezzi delle opere pubbliche, sia per i progetti già avviati che per quelli da avviare col piano nazionale”. Il decreto destina otto miliardi di euro a una serie di interventi, tra cui misure contro il caro-energia energetici, cifra è finanziata “in larga parte con i margini individuati nel Fed” come differenza fra l’obiettivo e il tendenziale, e per la parte restante attraverso una rimodulazione del Fondo sviluppo e coesione.

Rigassificatori

Il pacchetto energia comprende anche “una norma sui rigassificatori, molto importante che nella metà del 2024 ci consentirà di essere virtualmente indipendenti dal gas russo”,  ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, spiegando che “dovremmo aumentare la nostra capacità di rigassificazione, per fare questo dobbiamo essere in grado all’inizio del prossimo anno di installare il primo rigassificatore che sarà galleggiante, non strutture permanenti, servirà per il periodo necessario”. Il ministro ha aggiunto che “ce ne saranno due, uno ad inizio 2023 e l’altro possibilmente a fine 2023”. Ma “per avere tempi così brevi serve un commissario e una procedura rapida per poter fare questa operazione e da questo dipende il nostro cammino verso l’indipendenza” infatti “l’obiettivo primario è trovare sorgenti di gas e rimpiazzare i 29 miliardi di metri cubi che al momento sono importati dalla Russia”. Cingolani è poi tornato sul piano per la sostituzione del gas russo, segnando la seconda metà del 2024 il periodo in cui si avranno altri 29 miliardi di metri cubi di gas in sostituzione di quello russo. Ha poi fornito anche alcuni valori. Dall’Algeria – ha spiegato – si passerà da 2,1 miliardi di metri cubi a 9 miliardi, la Tap avrà 1,5 miliardi in più dal 2023. C’è poi l’aumento della produzione nazionale per altri 1,5 miliardi l’anno. Il gas liquido, invece, arriverà anche dal Congo, dal Qatar e dall’Angola: saranno 1,5 miliardi velocemente per arrivare a 12,7 miliardi nel 2025. C’è poi la parte dei risparmi, dovuto all’incremento delle rinnovabili per 0,7 miliardi di metri cubi e altri 2 miliardi previsti dai risparmi sulle temperature. Il ministro ha quindi spiegato che si sta procedendo con gli stoccaggi, per 5 miliardi di metri cubi al mese, e questo consentirà di mettere in sicurezza il prossimo inverno.

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