I danni della grandine su orti e frutteti: l’allarme della Coldiretti

La situazione preoccupante che emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'allerta della protezione civile per la violenta ondata di maltempo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:00

Tempeste accompagnate dalla grandine si sono abbattute a macchia di leopardo provocando danni incalcolabili nelle campagne dove negli orti si raccolgono le primizie e le piante da frutto si trovano in piena fioritura spinta da un inverno secco con 1/3 in meno di pioggia e bollente che dal punto di vista climatologico ha fatto registrare in Italia una temperatura media superiore di 0,49 gradi.

Il monitoraggio della Coldiretti

E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’allerta della protezione civile per la violenta ondata di maltempo. “Dopo mesi di siccità, la grandine – sottolinea la Coldiretti – è l’evento più pericoloso nelle campagne per i danni irreversibili che provoca nei campi. In Piemonte le grandinate con chicchi grandi come noci hanno colpito in più aree della regione. In Lombardia la grandine ha colpito, tra l’altro, la provincia di Mantova danneggiando la fioritura della pregiata pera mantovana Igp mentre a Cremona si segnalano danni alle bietole e alle piante da frutto in piena fioritura, ma gli effetti del maltempo si segnalano per grandinate anche in altre regioni, dall’Emilia al Veneto“.

Nelle campagne il caldo anomalo – continua l’associazione – ha provocato il ‘risveglio’ anticipato della natura con ciliegi, albicocchi, pesche in piena fioritura e quindi particolarmente sensibili all’arrivo del freddo, del vento e della grandine che fa cadere i fiori compromettendo i prossimi raccolti di frutta. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

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