La raccomandazione del Cts: “Astrazeneca per gli over 60”

Un'altra raccomandazione riguarda il richiamo sia utilizzato un vaccino diverso da quello della prima somministrazione nei soggetti con meno di sessant'anni. Da lunedì 5 nuove Regioni in zona bianca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:28

Il governo tradurrà in “modo perentorio”, parola del ministro della Salute Roberto Speranza, “le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico”. Ed è arrivata durante la conferenza stampa di venerdì 11 giugno, per voce del presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts Franco Locatelli la raccomandazione, che è la seguente: “All’esito della valutazione, straordinariamente accurata e meticolosa, il Cts ha chiaramente raccomandato, per quello che riguarda la prima dose di vaccinazione, di riservare il vaccino Astrazeneca a chi è di età uguale o superiore a sessant’anni, riservendo per la fascia sotto i 60 la vaccinazione con vaccino a Rna“.

Il parere del Cts

Locatelli ha prima descritto il contesto attuale del Paese: “Oggi abbondantemente il 45% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e  quasi uno su quattro ha ricevuto l’intero ciclo di vaccinazione. Tutto questo ha consentito di registrare una serie di miglioramenti dei parametri epidemiologici. Circa 600 posti letto occupati nelle terapie intensive, a inizio aprile circa 3.700, cioè cifre sei volte superiori. Oggi vi entrano non più di 20-25 connazionali al giorno e questo è frutto di campagna che ha consentito la prevenzione dello  sviluppo malattie gravi, di decessi e anche circolazione virale. I nuovi casi sotto 18 anni sono in continua decrescita grazie alla diminuzione della circolazione virale”.

Poi ha espresso il tanto atteso parere del Cts: “In questo contesto il Comitato tecnico scientifico, in un rapporto di dialogo stretto con commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco e con tutte altre istituzioni sanitarie del Paese, compresi il Ministero della Salute e la struttura commissariale, ha ritenuto opportuno  rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino a vettore adenrovirale Astrazeneca. Essendo mutato lo scenario epidemiologico, il rapporto tra i benefici e i rischi di trombosi in sedi inusuale cambia, non solo in funzione dell’età della persona vaccinata ma anche del mutato scenario epidemiologico. All’esito della valutazione, straordinariamente accurata e meticolosa, sulla base delle evidenze, il Cts ha chiaramente raccomandato, per quello che riguarda la prima dose di vaccinazione, di riservare il vaccino Astrazeneca a chi è di età uguale o superiore a sessant’anni, riservendo per la fascia sotto i 60 la vaccinazione con vaccino a Rna“.

In risposta a una domanda sul vaccino Johnson & Johnson, anch’esso a vettore virale come quello anglosvedese, il coordinatore del Cts ha detto: “C’è qualche segnalazione anche qui, negli studi piuttosto che nel mondo reale, di fenomeni trombotici in sedi inusuali. Tuttavia la frequenza è minore e abbiamo ancora un numero di soggetti che hanno ricevuto questa tipologia di vaccino che è significativamente minore”.

Vaccinazione “eterologa”

Locatelli ha esplicitato anche la raccomandazione che per il richiamo sia utilizzato un vaccino diverso da quello della prima somministrazione nei soggetti con meno di sessant’anni: “I dati indicano che i fenomeni trombotici dopo la seconda dose di Astrazenca sono straordinariamente rari, nel Paese non vi sono riportati oggi casi di trombosi venosa da abbassamento di piastrine. Detto ciò, considerata la possibilità di piattaforme vaccinali alternative ed ispirandosi a principio di massima cautela, come si è sempre fatto, con un’attenzione che definirei suprema con i meccanismi di farmacovigilanza e vaccino sorveglianza, si è deciso di dare raccomandazione alla seconda dose, pur in assenza di segnali di allerta, di considerare la vaccinazione eterologa, ovvero una diversa tipologia di vaccino per coloro che hanno meno di 60 anni”.

“Informazioni basate sulle evidenze”

Interpellato anche su come è stata condotta in questi mesi la campagna di comunicazione, quando il vaccino Astrazeneca è stato prima consigliato per una fascia d’età poi per un’altra, il coordinatore del Cts ha detto: “E’ chiaro che noi e la comunità scientifica internazionale stiamo apprendendo progressivamente tutta una serie di notizie. Gli  studi registrativi su numeri considerevoli non avevano messo in evidenza il rischio di un’evenienza di trombosi in sedi inusuali associate ad abbassamento delle piastrine. Mancavano evidenze su grossi numeri di popolazione per quello che riguarda gli anziani, Questo spiega perché l’indicazione inziale  del vaccino Astrazeneca era rivolta ai giovani. Accumulate queste informazioni, tempestivamente si è cambiata l’indicazione proprio per dare riscontro alle evidenze che si accumulavano. Noi sappiamo che otre 60 anni di età questi fenomeni sono praticamente assenti o comunque straordinariamente, rari più dell’assoluta rarità dei fenomeni della popolazione più giovane. La campagna informativa dare queste informazioni basate su evidenze e fornire rassicurazioni solide e fondate“.

Vaccinare i giovani

Il presidente del Consiglio superiore di Sanità si è espresso anche sulla possibilità di ampliare la platea dei soggetti da vaccinare, rivolgendosi ai più giovani: “Da pediatra, la vaccinazione con l’unico vaccino approvato, ad oggi, dai 12 ai 18 anni, ha il chiaro obiettivo di ridurre ulteriormente la circolazione virale, di proteggere sia i soggetti in età pediatrica perché, per quanto molto raramente, qualcuno purtroppo ha dette complicanze gravi o eccezionalmente fatali, di proteggere anche chi vive a contatto con bambini che vivono in condizione di immunodepressione o compagni di scuola che potrebbero averne un danno indiretto. Quante volte ci siamo detti il danno che deriva da non poter concludere compiutamente un anno scolastico. Quindi credo ci siano tutti i presupposti di salute, intesa a tutto tondo, per condurre una campagna di vaccinazione anche nella fascia adolescenziale.

Cinque nuove Regioni in zona bianca

“Firmerò un’ordinanza che porterà in zona bianca circa il 50% dei nostri concittadini. Questa ordinanza porta in zona bianca Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, PiemontePuglia e la Provincia autonoma di Trento. Un segnale importante, incoraggiante, che siamo sulla strada giusta”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della conferenza stampa del venerdì pomeriggio su campagna vaccinale e andamento epidemiologico Covid-19. “Per quanto riguarda le terapie intensive sia per quanto riguarda l’area medica, abbiamo un tasso di occupazione dell’8%. Un tasso che si è abbassato notevolmente rispetto al pregresso, e che ci segnala la possibilità delle nostre strutture sanitarie di poter ricominciare a occuparsi delle loro funzione ordinarie. E credo che questo sia un dato molto rilevante e molto importante”, ha aggiunto.

Vaccinazione “strada maestra”

In merito al parere del Cts, il ministro ha detto: “Le raccomandazioni che arriveranno dal Cts saranno tradotte dal governo in modo perentorio”. “Valuteremo”, ha detto ancora Speranza, “anche l’opportunità, rispetto all’iniziativa europea, di acquisti condivisi per la prossima annualità. Ma in questo momento noi continuiamo ad utilizzare il vaccino AstraZeneca nelle modalità che sono indicate dalla raccomandazione del Cts”.

Sulla campagna informativa, Speranza ha dichiarato: “I numeri sono il tratto più forte di una comunicazione positiva”. “La campagna di vaccinazione è la strada maestra per chiudere questi mesi terribili”, ha concluso.

L’impatto sulla campagna vaccinale

“Avrà qualche minimo impatto sul piano”. Sul tema del piano vaccinale, alla luce delle nuove raccomandazioni del Cts, e dell’approvigionamento, si è espresso il commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

“Attualmente abbiamo ancora da vaccinare una platea di circa 3,5 milioni di over 60 da vaccinare: dobbiamo effettuare la seconda dose a over 60 a circa 3,9 mln. Per il resto faremo vaccinazione eterologa, quindi con altro vaccino sotto gli over60 con vaccini a mRna: c’è la sostenibilità logistica. Io vedo positivo e sono sicuro che fra luglio e agosto riusciremo a mitigare se non azzerare l’impatto”, ha detto il generale. “La campagna procede secondo i piani, oltre 40,7 di somministrazioni equivalgono 49% cittadini italiani raggiunti dalla prima dose”.

“La previsione del trimestre è 9,5 milioni di dosi Astrazeneca, se vacciniamo gli over 60 che mancano li impiegheremo tutti. Se dovessero rimanere saranno impiegati per Covax“, ha detto Figliuolo, che poi ha ricordato l’obiettivo: “Entro fine settembre almeno 80% di chi è possibile raggiungere”, ha detto ancora il commissario.

Sugli sviluppi della campagna di vaccinazione, Figliuolo ha parlato anche del coinvolgimento di medici di medicina generale, pediatri e farmacisti: “La chiusura degli hub è legata alla campagna, prima di Ferragosto il presidente di Regione Lazio Nicola Zingaretti ha previsto di chiudere alcuni hub vaccinali anche alla luce dell’andamento dell’epidemia e della disponibilità di medici, pediatri e farmacisti“.

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