Governo, caos del dopo-crisi: la relazione sulla Giustizia primo esame

Nodo sul dopo crisi, attesa per la relazione di Bonafede. Il ministro Boccia stoppa i sovranisti: "Mai con loro, con FI è diverso"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:58
Crisi giustizia

La fase acuta della crisi è alle spalle ma gli strascichi sembrano solo all’inizio. Se l’obiettivo di tenere dritta la barra, concedendo una rinnovata fiducia a Conte, è stato sostanzialmente raggiunto, c’è ora da rimettere insieme i cocci. O meglio, da stuccare quel punto della maggioranza dove l’intonaco è saltato. La calce di sicuro non si chiama Italia Viva: i vertici del Partito democratico hanno infatti chiuso le porte a un eventuale reintegro dei renziani. C’è però da considerare quell’ala dem restia a tirarla troppo per le lunghe.

Il tutto mentre il premier non sembra disposto né al reincarico, né tantomeno a passi indietro. Di fatto uno stallo, sul quale è atteso lo svolgersi degli eventi. Uno di questi potrebbe arrivare mercoledì, quando il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sarà atteso alle Camere per la relazione sulla riforma, con il rischio concreto di bocciatura. Anche per questo si valuta di rinviare il tutto di un giorno, al fine di guadagnare un po’ di tempo.

Boccia: “Mai con i sovranisti”

Nel frattempo, il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, traccia a SkyTg24 il quadro della situazione attuale, inchiodata sulla complicata ricomposizione del dopo-crisi: “Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai, non possiamo farlo per tutelare l’Italia e la posizione italiana in Europa. Con Fi è diverso, ma la domanda va fatta a loro, sono loro che sono alleati con i sovranisti”. Più largo sul dialogo con i renziani: “Possiamo confrontarci in qualsiasi momento, non è questo il nodo. Il problema di fondo e non farlo con un ricatto come condizione. Non è accettabile e non è accettabile facendolo ritirando i ministri. Siamo in Parlamento ed è lì che si può sempre trovare una soluzione“.

Crisi, il punto dei dem

Dal Nazareno, tuttavia, chiedono prudenza per il voto di mercoledì. Quantomeno, un’apertura al ministro Bonafede per la sua relazione sulla giustizia (soprattutto sul nodo delle prescrizione). L’ex ministro Orlando lo chiama “un segnale politico”, una nota ufficiale dem ri-fissa l’obiettivo sulla questione dei fondi Ue: “La crisi politica aperta da Iv non interrompe in nessun modo il lavoro del Partito Democratico sulle priorità del Paese e tra queste c’è assolutamente il Recovery Plan“, scrivono in una nota i dem, che domani daranno il via alla campagna di ascolto per migliorare il piano di investimento fondi Ue”.

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