Covid, negli Usa autorizzate le monoclonali per gli under 12

Ad oggi, oltre 700.000 pazienti sono stati trattati con bamlanivimab ed etesevimab, prevenendo potenzialmente più di 35.000 ricoveri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:27

La Food and Drug Administration statunitense (FDA) ha ampliato l’autorizzazione all’uso di emergenza per gli anticorpi bamlanivimab ed etesevimab somministrati insieme per pazienti sotto i 12 anni. Si tratta del primo trattamento anticorpale autorizzato per bambini e neonati. Lo rende noto l’azienda Eli Lilly sul suo sito, riportata da TgCom24.

“Nessun soggetto pediatrico è morto o ha richiesto l’ospedalizzazione a causa di Covid-19”, riferisce l’azienda. “Con la decisione della Fda di consentire l’uso di bamlanivimab con etesevimab nei bambini e nei neonati, Lilly può ora offrire opzioni di trattamento e prevenzione a individui ad alto rischio di qualsiasi età”, ha detto Daniel Skovronsky, M.D., Ph.D., responsabile scientifico e medico di Lilly e presidente di Lilly Research Laboratories.

Cosa sono Bamlanivimab e Etesevimab

Bamlanivimab è un anticorpo monoclonale (mAb) umano IgG1 ricombinante e neutralizzante diretto contro la proteina spike del Sars-CoV-2. E’ stato progettato per bloccare l’attacco virale e l’ingresso nelle cellule umane, neutralizzando così il virus. Emerso dalla collaborazione tra Lilly e AbCellera per creare terapie di anticorpi per la prevenzione e il trattamento di Covid-19, Bamlanivimab è stato identificato da un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti dal Covid-19.

Etesevimab (LY-CoV016, noto anche come JS016) è un anticorpo monoclonale ricombinante completamente umano neutralizzante, che si lega specificamente al dominio di legame del recettore della proteina spike di superficie del Sars-CoV-2 con alta affinità e può bloccare il legame del virus al recettore di superficie della cellula ospite ACE2 recettore di superficie della cellula ospite.

Neutralizzazione contro la variante Delta

Bamlanivimab ed etesevimab, quando somministrati insieme – riferisce l’azienda – mantengono l’attività di neutralizzazione contro la variante Delta e “Lilly sta lavorando celermente per capire l’attività di neutralizzazione delle nostre terapie sulla variante Omicron”, rende noto. In merito ai risultati dello studio clinico di fase 2/3 su neonati e pazienti pediatrici, il tempo mediano per la risoluzione completa dei sintomi, è stato di 7 giorni per i soggetti trattati con bamlanivimab 700mg ed etesevimab 1.400mg e 5 giorni per i soggetti trattati con dosaggio basato sul peso di bamlanivimab ed etesevimab.

In generale, ad oggi, oltre 700.000 pazienti sono stati trattati con bamlanivimab o bamlanivimab ed etesevimab, prevenendo potenzialmente più di 35.000 ricoveri e almeno 14.000 morti durante il periodo peggiore della pandemia, afferma ancora l’azienda.

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