Covid: il monitoraggio dell’Iss e la preoccupazione per la variante Delta

La bozza del monitoraggio settimanale sull'andamento della pandemia redatto dall'Iss e dal Ministero della Salute

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:58

L’epidemia non è finita. E a preoccupare sempre di più ci sono le varianti del Coronavirus, in particolare la Delta, che sembra diffondersi sempre di più in tutti gli Stati e anche in Italia. Infatti, nella bozza di Monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore della Sanità e del Ministero della Salute, viene spiegato che la circolazione della variante Delta è in aumento in Italia: oltre al tracciamento dei casi e al completamento della vaccinazione, è necessario rispettare le misure per evitare un aumento della circolazione virale. 

Chi è a rischio

Sono 6 le Regioni e due le province autonome classificate a rischio moderato e 13 a rischio basso secondo la bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute. Quelle a rischio moderato sono: Abruzzo, Campania, Marche, Veneto, Sardegna e Sicilia con le due province di Trento e Bolzano. Nessuna supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%: i ricoverati passano da 240 (29/06/2021) a 187 (06/07/2021). L’occupazione in aree mediche scende ulteriormente (2%) e i ricoverati passano da 1.676 (29/06/2021) a 1.271 (06/07/2021).

Sale l’Rt

Risale, anche se di poco, il valore dell’Rt nazionale a 0.66 rispetto allo 0.63 della settimana scorsa e dell’incidenza dei casi di Covid in Italia che arriva ad 11 ogni 100 mila abitanti, rispetto ai 9 casi di 7 giorni fa. Sono, secondo quanto si apprende, i dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sull’andamento dei contagi da coronavirus in Italia, ora all’esame della cabina di regia, che saranno presentati oggi.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.