Covid, in Europa raggiunti i 900mila morti e la terza ondata in arrivo

Mentre l'Italia è quasi tutta in "zona rossa", Parigi valuta nuove misure, Berlino pensa a prolungare le misure restrittive in atto.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:04

E’ passato poco più di un anno dall’inizio della pandemia, mentre si cerca di accelerare la corsa alle vaccinazioni di massa per mettere un freno al virus, il mondo fa i conti con i numeri delle vittime del Covid-19. Sono oltre 2 milioni e 660.000, di cui un terzo nella sola Europa. Il Vecchio Continente ha infatti superato la soglia dei 900 mila morti per il Coronavirus, come conteggia l’Agenzia France Presse, basandosi sui dati ufficiali di tutti i 52 Paesi e territori.

Dal Portogallo alla Russia, dall’Islanda alla Turchia, sono un totale di 42,7 milioni di casi confermati dall’inizio della crisi sanitaria. E se Stati Uniti, Brasile, Messico e India guidano la triste classifica dei decessi per Covid, i primi due Paesi europei a piangere i propri morti sono il Regno Unito (126 mila) e l’Italia (oltre 103 mila), attualmente quasi completamente in “zona rossa”.

Il continuo aumento dei contagi

I contagi infatti, spinti dalle diverse varianti, continuano ad aumentare e l’Europa ora teme o si trova già in piena terza ondata. Quest’ultimo è il caso di Francia e Germania, dove si ricomincia a parlare di nuove misure di contenimento. In un discorso all’Assemblée Nationale a un anno dal primo lockdown nazionale, il premier Jean Castex ha avvertito che il virus “gioca i tempi supplementari” e che il Paese è entrato in “una forma di terza ondata” dell’epidemia, “caratterizzata da numerose varianti”. L’ultima, solo in termini di tempo, è stata individuata su 8 persone decedute in un ospedale in Bretagna, dove le autorità sanitarie stanno indagando sul nuovo ceppo.

La pericolosa variante bretone

Questa nuova variante sembrerebbe più difficile da rilevare con i tamponi molecolari e pertanto più difficilmente tracciabile tra la popolazione. Di fronte all’aumento dei contagi e alla saturazione delle terapie intensive che ha costretto a organizzare l’evacuazione di un centinaio di pazienti della regione parigina dell’Ile de France ad altre strutture in provincia, il presidente Emmanuel Macron, che domani incontrerà il Consiglio scientifico, ha già annunciato che “nei prossimi giorni” saranno prese “nuove decisioni” per arginare l’epidemia. Intanto l’Alta autorità francese per la salute ha dato il via libera ai tamponi fai da te con prelievo nasale per i maggiori di 15 anni – già in uso in altri Paesi europei – con l’obiettivo di intercettare in modo più rapido e capillare gli asintomatici.

Anche la Germania, che aveva appena allentato le misure, teme il riacuirsi della curva dei contagi con l’appello drammatico ieri dei medici delle terapie intensive a richiudere tutto. Secondo indiscrezioni dei media, Berlino starebbe valutando la possibilità di prolungare di altre 4 settimane il lockdown in scadenza il 28 marzo. Una decisione sarà presa nel prossimo vertice sul Coronavirus tra governo federale e Laender del 22 marzo.

La situazione fuori Europa

Fuori dai confini europei, sono gli Stati Uniti a contare il maggior numero di vittime del Covid-19, oltre mezzo miliardo di morti. Il presidente Joe Biden ha promesso un’accelerazione della strategia vaccinale che dovrebbe portare a 100 milioni di immunizzati nel giro di 10 giorni.

In Brasile i morti sono più di 280 mila, la maggior parte nello Stato di San Paolo, che ogni giorno segna nuovi record negativi. Il capo dello Stato Jair Bolsonaro – che il virus lo ha contratto nella prima ondata – ha sempre minimizzato i rischi della malattia a favore di misure che non strangolassero l’economia del Paese, ma ora sembra aver cambiato passo, almeno sulle vaccinazioni. “Abbiamo un programma molto ardito, più di 400 milioni di dosi negoziate fino alla fine dell’anno, questo mese ne riceveremo 4 milioni, la politica di vaccinazione di massa continuerà”, ha annunciato, dopo aver scelto ieri il suo quarto ministro della Salute dall’inizio della pandemia.

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