Covid: cancellate deliberatamente dalla banca dati Usa le prime sequenze del virus

Lo scienziato recuperato i file cancellati da Google Cloud e ricostruito le sequenze parziali di 13 virus dei primi tempi dell'epidemia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:45

Nuovo colpo di scena nella ricerca delle origini del SarsCov2: un ricercatore americano, Jesse Bloom del Fred Hutchinson Cancer Research Center, ha identificato dei dati che contengono sequenze del virus SarsCov2 risalenti all’inizio dell’epidemia a Wuhan, rimosse deliberatamente dall’archivio delle sequenze del National Institute of Health americano. Il ricercatore, come si legge su Biorxiv (che raccoglie gli articoli non ancora vagliati dalla comunità scientifica) e anche sul sito della rivista Science, ha recuperato i file cancellati da Google Cloud e ricostruito le sequenze parziali di 13 virus dei primi tempi dell’epidemia.

Cosa sarebbe successo

Secondo lo scienziato Usa, un gruppo di ricercatori cinesi avrebbe raccolto dei campioni di virus dalle prime persone che hanno contratto il virus, pubblicato le sequenze sulla banca dati Sequence Read Archive e le avrebbe poi rimosse qualche tempo dopo, forse per “oscurarne l’esistenza”. Bloom afferma – come riportato dall’Ansa – di aver chiesto spiegazione ai colleghi cinesi, ma sembrerebbe senza ottenere risposta.

Nel frattempo, il National Institute of Health, ha appena pubblicato una dichiarazione in cui si spiega che le sequenze sono state rimosse su richiesta del ricercatore cinese che aveva spiegato che le informazioni sulle sequenze erano state aggiornate e sarebbero state pubblicate su un’altra banca dati. 

Si alimentano sospetti sulla Cina

Questo nuovo episodio, come si legge sul sito della rivista Science, per alcuni ricercatori alimenterebbe il sospetto sul fatto che la Cina abbia qualcosa da nascondere sulle origini della pandemia. Per altri si tratta di molto rumore per nulla, perché i ricercatori cinesi hanno pubblicato più tardi le informazioni sul virus in una forma diversa e le sequenze di virus recuperate ora non aggiungono molto a ciò che già si sapeva sulle origini del Covid.

Lo stesso Bloom ammette che queste nuove sequenze virali sono un piccolo tassello di un puzzle molto più grande ancora non completo, ma senz’altro aggiungono “prove ulteriori che il virus stesse circolando a Wuhan prima di dicembre”.

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