Covid-19, Zangrillo: “Il virus clinicamente non esiste più”. Ed è polemica

Il primario del San Raffaele di Milano spiazza la comunità scientifica, che replica: "Messaggio fuorviante". Oggi altre 75 vittime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:02

Salgono a nove le Regioni senza vittime da coronavirus in Italia (Marche, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna), nel giorno in cui l’andamento del Covid-19 rallenta anche in Lombardia, dove tuttavia resta il 44% del totale dei decessi: 33 sui 75 registrati nelle ultime 24 ore. Continua il calo dei nuovi malati in tutte le Regioni: 355 tamponi positivi, 210 in Lombardia (il 59,1% dei nuovi contagi), mentre in cinque Regioni si tocca quota zero (Umbria, Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata), quindici quelle con meno di 10 nuovi positivi. Gli incrementi più sensibili, esclusa la Lombardia, sono in Piemonte (54), Emilia-Romagna (31), Lazio (13) e Liguria (12).

L’andamento

Il numero totale dei contagiati dall’inizio della pandemia sale a 233.019, incluse vittime e guariti. Il conteggio complessivo dei decessi, invece, si attesta a 33.415, a 157.507 quello dei guariti, inclusi i 1.874 delle ultime 24 ore. Un incremento inferiore a ieri, quando le guarigioni erano state 2.789. Per quanto riguarda le terapie intensive, vi si trovano oggi 435 persone, 15 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 6.387 persone, 293 meno di ieri. In isolamento domiciliare 35.253 persone (-1308 rispetto a ieri).

La polemica

Fanno discutere, nel frattempo, le dichiarazioni del primario del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, secondo il quale il Covid-19, da un punto di vista clinico, “non esiste più”. Dichiarazioni arrivate a “Mezz’ora in più”, su Rai 3: “Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese/inizio di giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva ci sarebbero stati da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più”. Inevitabile la polemica, specie in virtù delle reazioni sconcertate degli scienziati, secondo i quali il virus è ancora presente: “Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza – ha detto lo pneumologo Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico -. E’ indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va però scordato – rileva – che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese”. Stessa linea per Giuseppe Ippolito, dello Spallanzani: “Non vi è alcuna prova o studio scientifico pubblicato che dimostri che il nuovo coronavirus SarsCov2 sia mutato. Fortunatamente in Italia abbiamo ora meno casi gravi e ciò dimostra che le misure di contenimento adottate hanno dato i loro frutti”.

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