Covid-19, piano Onu per i più deboli: “La minaccia è globale”

Il segretario generale Antonio Guterres lancia un programma da 2 miliardi: "E' una questione di solidarietà umana"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:04
Il segretario generale Onu, Antonio Guterres

Piano straordinario per le fasce deboli del mondo, quantificato per ora in 2 miliardi di dollari per farne strumento di contrasto all’emergenza coronavirus. A riferirlo in conferenza stampa è il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha di fatto lanciato il programma coordinato per fornire la prima vera risposta umanitaria globale alla pandemia da Covid-19. Il punto, come più volte invocato, è cercare di arginare il più possibile le aree del pianeta potenzialmente più vulnerabili al virus, Africa e Sud America in testa, ma anche Medio Oriente e altre zone dell’Asia, cercando di creare una barriera di protezione per le popolazioni più esposte a rischi sanitari.

Strategia di emergenza

Un piano varato come strategia d’emergenza a fronte di una pandemia che, come spiegato da Guterres, “sta minacciando l’intera umanità” e che “quindi l’intera umanità deve combattere”. Il segretario generale Onu spiega che, in un caso di estrema gravità sul piano globale, “le risposte dei singoli Paesi non saranno sufficienti” a garantire una protezione completa o comunque sufficiente a far sì che l’epidemia non si diffondi con la massima potenza: “Il Covid-19 – ha spiegato il sottosegretario generale per gli affari umanitari Mark Lowcock – ha già cambiato la vita in alcuni dei paesi più ricchi del mondo. Ora sta raggiungendo luoghi in cui le persone vivono nelle zone di guerra, non possono accedere facilmente all’acqua pulita e al sapone e non hanno alcuna speranza di un letto d’ospedale se si ammalano gravemente”.

Questione di solidarietà

Situazioni già viste in altre occasioni ma che, in questo caso, potrebbero assumere proporzioni catastrofiche: “Lasciare i Paesi più poveri e vulnerabili del mondo al loro destino – ha detto Lowock – sarebbe sia crudele che poco saggio. Se lasciamo il coronavirus per diffondersi liberamente in questi luoghi, metteremmo milioni ad alto rischio, intere regioni saranno gettate nel caos e il virus avrà l’opportunità di tornare indietro nel mondo“. Punto di vista sottoscritto anche dal segretario generale Guterres, che ha rimarcato per l’ennesima volta l’eccezionalità degli eventi: “Il mondo – ha detto – deve affrontare una minaccia senza precedenti. Dobbiamo venire in aiuto degli ultra-vulnerabili, questa è una questione di solidarietà umana di base”.

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