Covid-19, negli Usa il più alto tasso di disoccupazione dal ’29

Sarebbero 22 milioni gli americani che hanno perso il lavoro in un mese, mentre 12 milioni di lavoratori stanno ricevendo un assegno di disoccupazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:24

La più grande potenza economico-militare del mondo è in sofferenza. L’emergenza Coronavirus, forse troppo sottovalutata nella fase iniziale, fa impennare il tasso di disoccupazione. Il nervosismo quindi cresce alla Casa Bianca, dove il presidente Donald Trump ha deciso di congelare anche i 500 milioni che annualmente gli Usa destinano  all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le cifre della disoccupazione

Il sogno americano sembra offuscarsi. In un mese sono già 22 milioni gli americani che hanno perso il proprio lavoro. E’ quanto emerge dai dati sui sussidi di disoccupazione Usa, che nella settimana passata sono saliti di 5,2 milioni di unità, sopra gli attesi 5,1 milioni e contro i 6,6 milioni della settimana scorsa. Nelle tre settimane fino al 4 aprile le richieste erano arrivate a 17 milioni. Secondo gli esperti i sussidi negli Usa continueranno a crescere fino a metà maggio, prima di iniziare a diminuire. I lavoratori che in questa fase stanno ricevendo gli assegni di disoccupazione sono 12 milioni. Oltre ai sussidi, in 29 Stati, i salariati costretti a restare a casa per il lockdown stanno ricevendo 600 dollari a settimana in più legati agli aiuti federali. Negli altri Stati, gli aiuti federali arriveranno in ritardo a causa dell’arretratezza del sistema digitale. Diversi economisti sostengono che il tasso di disoccupazione negli Usa potrebbe raggiungere il 20% ad aprile, il livello più alto dalla Grande Depressione degli anni ’30. Si tratta di un tasso di disoccupazione doppio rispetto al 10% raggiunto durante recessione del 2010.

Lo scenario post Coronavirus del Fondo Monetario Internazionale

Secondo il FMI, l’emergenza porterà in alto il tasso di disoccupazione in tutte le economie mondiali. Per l’Italia nel 2020 la stima è del 12,7% (2,7 punti in più rispetto all’anno precedente) seguita da un calo al 10,5% nel 2021. In Europa l’impatto sul mercato del lavoro dovrebbe essere limitato. In Germania (dove la disoccupazione passerebbe dal 3,2 al 3,9%) mentre in Francia il tasso potrebbe toccare il 10,4%. Ma le ripercussioni più gravi sono attese in Spagna dove dal 14,1% del 2019, quest’anno si potrebbe passare al 20,8% per poi scendere leggermente al 17,5% nel 2021. Tasso raddoppiato anche nel vicino Portogallo con una stima dal 6,5% del 2019 al 13,9% quest’anno.

L’Italia, tra i paesi più colpiti

Fra le grandi economie mondiali l’Italia potrebbe essere la nazione più colpita dalla crisi provocata dal coronavirus. Il Pil quest’anno potrebbe crollare a -9,1% per poi registrare un limitato rimbalzo nel 2021 a +4,8%. E’ la stima formulata dal Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook, in cui peggiora di 9,6 punti la previsione formulata appena tre mesi fa (che prevedeva per l’Italia una crescita dello 0,5%).

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