Covid-19 Libia: rilasciati 466 prigionieri Centro detenzione Tripoli

Al-Serraj: "Gli attacchi avvenuti venerdì contro la zona di Abugrein annunciano l'espansione del cerchio dell'aggressione fino a comprendere tutta le Libia"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:04
Centro di detenzione, Tripoli

Le autorità libiche hanno scarcerato 466 prigionieri dal Centro di detenzione di Tripoli  (in Libia) per cercare di limitare la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha reso noto il ministero della Giustizia del governo di accordo nazionale – insediato a Tripoli e guidato dal premier Fayez al-Sarraj – spiegando che tra le persone rilasciate ci sono cittadini stranieri. ”Questo rilascio segue la raccomandazione del Consiglio supremo della Magistratura per ridurre il numero delle persone in carcere”, ha spiegato il ministro della Giustizia sulla sua pagina di Facebook. Il Consiglio supremo della Magistratura sta anche valutando un’amnistia per quei carcerati che hanno già scontato la metà della pena, detenuti anziani o che hanno problemi di salute.

Libia in guerra

Dopo oltre una settimana di combattimenti e in seguito alla fallita offensiva condotta venerdì scorso dalle forze del generale Khalifa Haftar nel territorio di Misurata, il governo del premier al-Sarraj ha dichiarato che ora mai la guerra si è estesa a “tutta la Libia”. “L’esercito libico e le forze che lo sostengono hanno inflitto pesanti perdite alle milizie dell’aggressore, costringendole a tornare indietro”, si afferma in una “dichiarazione del Consiglio presidenziale” di cui Sarraj è capo, ripresa da Ansa. “Questi attacchi avvenuti venerdì contro la zona di Abugrein annunciano l’espansione del cerchio dell’aggressione fino a comprendere tutta le Libia”. Abugrein è un centro a un centinaio di chilometri a sud-est di Misurata e all’interno del territorio municipale della più potente città libica, alleata di Tripoli. Almeno 39 miliziani di Haftar erano stati uccisi nel tentativo di avanzata ed erano stati presi diversi veicoli. “Noi – prosegue la dichiarazione – esercitiamo il nostro legittimo diritto all’autodifesa”, preannunciando che Tripoli risponderà all’attacco.

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