Covid-19, il prof. Rezza (Iss): “L’utilizzo dei militari non è da escludere”

Il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore della Sanità spiega come le misure messe in campo dal governo italiano siano state coraggiose

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:02

Nei giorni scorsi, L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva rivolto un plauso al Governo italiano per le misure che era stato in grado di prendere per contenere l’espansione del Coronavirus. In queste ore, però, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è detto disponibile a porre in essere delle disposizione ancor più stringenti. A coadiuvarlo, questa volta, anche i maggiori partiti di opposizione e le regioni. In particolare la Regione Lombardia che ha avanzato con un atto di Giunta delle proposte sottoscritte dal presidente Attilio Fontana. Ma si configura anche l’ipotesi di utilizzare le forze armate, secondo Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS.

Le parole di Rezza

Interviene sul tema anche il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza, il quale afferma: “Finora manca accordo a livello europeo su misure da prendere, se continueranno dei comportamenti irresponsabili da parte dei cittadini, credo che l’ipotesi di utilizzare i militari potrebbe essere valutata“. Rezza, infatti, non si dice contrario alla proposta di misure maggiormente restrittive, anche se quelle prese finora in Italia, rileva Rezza, “sono state molto coraggiose se confrontate con ciò che, invece, non si sta facendo nel resto d’Europa. Ci dovrebbe essere un accordo a livello europeo sulle misure da prendere ma, purtroppo, finora non c’è stato. E’ meglio qualche sacrificio in più ora – afferma- che causare un’onda epidemica rapida nel continente”. Quanto all’età dei pazienti con Covid-19, conclude l’esperto,”un paziente su 5 è under-30; questi casi hanno un andamento migliore dal punto di vista clinico, tuttavia casi di contagio tra i giovani sono cruciali per la generale trasmissione del virus. Da qui il richiamo forte a fare attenzione e stare a casa, esteso a tutti ed anche ai più giovani”

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