Covid-19, Gallera lancia l’allarme: “Ieri quasi zero posti in terapia intensiva”

La situazione dell'emergenza coronavirus in Lombardia. Un medico di Bergamo: "Prima si ammalavano solo anziani, ora vedo anche uomini di quarant'anni"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:40

La Lombardia, al momento la regione italiana più duramente colpita, continua a lottare contro il coronavirus. Il numero dei lombardi positivi al Covid-19 è salito in un solo giorno di 1.377 unità. Sono i dati forniti ieri dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera, osservando però che si tratta di “un dato in linea con quello degli altri giorni anzi leggermente minore che conferma non esserci una crescita esponenziale” del fenomeno. I positivi al nuovo coronavirus sono così saliti a 14.649; I ricoverati sono 6.171 per un aumento di 1.273 unità rispetto all’altro ieri. Nei reparti di terapia intensiva si sono aggiunti altri 66 lombardi per un totale di 823 letti attualmente occupati. I decessi sono saliti a 1.420: più 202 rispetto all’altro ieri.

L’emergenza nell’emergenza: quasi a zero i posti di terapia intensiva

Parlando ad Agorà, l’assessore Gallera ha sottolineato l’importanza del “recupero” dei respiratori per l’ospedale nella Fiera di Milano. Per l’assessore al Welfare questa operazione “deve avvenire nei prossimi tre-quattro giorni non si può aspettare settimane”. “Noi – ha detto Gallera – lavoriamo sulle ore. Ieri eravamo quasi a zero posti letto di terapia intensiva. Quando alle dieci è arrivata la notizia di quasi trenta respiratori (dalla Croce Rossa di Milano) io mi sono quasi messo a piangere per la tensione della giornata e per la bellissima notizia”. Infatti, la Croce Rossa italiana ha risposto all’appello della Regione Lombardia con la donazione di 40 respiratori e diverse attrezzature per la terapia ospedaliera, in consegna oggi alla Fiera di Rho, presso il Cargo 2. “Il Comitato Regionale di Croce Rossa Lombardia – dichiara il presidente Arosio – è impegnato quotidianamente sul campo con 25.000 volontari, di cui 12.000 attivi sulle ambulanze e gli altri in servizi psicosociali, a sostegno della popolazione. Sperimentiamo tutti i giorni, nei nostri servizi, la gravità della situazione e per questo vogliamo contribuire concretamente a rendere operative le nuove postazioni di terapia intensiva che Regione Lombardia sta realizzando negli ospedali lombardi”.

Non solo pazienti anziani

E mentre tutte le realtà si uniscono nella lotta contro il coronavirus, notizie sconvolgenti arrivano da un medico dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che ha rilasciato un’intervista a La Stampa. Il dottor Lorenzo Grazioli, medico anestesista e rianimatore del reparto di rianimazione, ha voluto ribadire che il coronavirus è una “malattia estremamente virulenta, contagiarsi è facile. I primi erano grandi anziani, piano piano sta diminuendo l’età. Vedo tanti uomini, anche di quarant’anni“. Sulla diminuzione del tren dei contagi, dice Grazioli: “Il problema è che sto sull’ultima linea. Abbiamo accumulato così tanti pazienti che se ci dovesse essere un calo da qui non lo vedo ancora. È un’onda lunga. Sono tutti malati molto complessi da trattare. Il nostro problema è dove metterli. Siamo al limite delle risorse. La rete è satura. La media dei nostri pazienti adesso è cinquant’anni. Hanno bisogno di ventilazione meccanica. Cerchiamo di fare il meglio qui, altrimenti ci affidiamo alla rete sanitaria della regione Lombardia”. “Se voi vedeste quanta gente arriva ogni giorno vi togliereste il dubbio. Non siamo bambini. Bisogna essere seri e crudi nelle comunicazioni. Dipende da noi. Da tutti noi – ha concluso il dottor Grazioli -. Se ci convinciamo che possiamo fermare il virus stando a casa, si smorzerà per forza. Altrimenti, no: continuerà e ne pagheremo le conseguenze”.

I dati

Come riporta Il Giorno, la situazione in Lombardia rimane drammatica. A Bergamo si contano 3.760 casi di positività, con un incremento di 344 unità. A Brescia, dove si registrano 2.918 casi, l’incremento dei malati è stato di +445. Nella provincia di Milano 1.983 casi (+233), 813 a Milano città. “Anche qui c’è un incremento costante ma rispetto a volume di abitanti della provincia di Milano è ancora un risultato contenuto” ha detto Gallera. Nota positiva dalla provincia di Lodi, con 1.362 (“solo”+42), “segnale che la strada del contenimento è quella giusta”. A Cremona i casi sono 1.881 (+89), a Pavia 801 (+79), a Mantova 382, a Lecco 386 (+42), a Monza e Brianza 346, a Como 220 (+36), a Varese 202 (+18) e a Sondrio 46, con un solo caso in più di ieri.

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