Covid-19 a Downing Street: positivo Boris Johnson

Il premier avrebbe manifestato sintomi lievi e sarebbe ora in isolamento. E' il secondo caso al numero 10, dopo il test positivo per il negoziatore di Brexit David Frost

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:35

A Downing Street c’era già arrivato il coronavirus, dopo la positività al test del capo-negoziatore della Brexit David Frost. Ora, però, il contagio da Covid-19 entra nell’ufficio che fu di Churchill, Thatcher e Blair, toccando l’attuale premier Boris Johnson. Il primo ministro inglese, secondo quanto riferito, avrebbe manifestato sintomi lievi e sarebbe ora in autoisolamento. Una nuova doccia fredda per il Regno Unito, dopo la notizia dei contagi in successione di Frost e anche del Principe Carlo, a fronte di un’emergenza che, fino a qualche giorno fa, sembrava aver appena intaccato la presa di coscienza del governo britannico. Ora, invece, a qualche giorno dal lockdown, il discorso alla Nazione di Johnson lo riguarda in prima persona, e non per questioni politiche: “Negli ultimi giorni ho avuto alcuni lievi sintomi del coronavirus, come tosse e febbre, quindi mi sono sottoposto al test e sono risultato positivo. Quindi ora lavorerò da casa, mi sono auto-isolato ed è la cosa giusta. Ma grazie alla tecnologia sarò sempre in contatto con i miei collaboratori e guiderò la nostra battaglia contro il coronavirus, a sostegno della nostra meravigliosa sanità pubblica. Questo è il modo: fermare il contagio!“.

Verifiche a Downing Street

Cambia radicalmente, a distanza di pochi giorni, la visione del Regno Unito sulla questione Covid. La progressione accelerata con cui il virus ha cominciato a propagarsi sul territorio britannico ha sortito l’effetto pressoché immediato del lockdown dopo che, in un primo momento, le disposizioni restrittive avevano riguardato soprattutto la popolazione anziana. Ora, al di là dei provvedimenti per la cittadinanza, fra le preoccupazioni di Downing Street rientra anche il possibile contagio all’interno degli uffici governativi. Negli ultimi tempi, infatti, l’attività di Boris Johnson è stata estremamente regolare, con incontri, meeting, riunioni e tutte le interazioni fra premier, ministri e tutti gli enti previste dall’agenda del primo ministro, conferenze stampa comprese. Per quanto riguarda i contatti con la Regina Elisabetta, da Buckingham Palace precisano che l’ultimo incontro fra i due risale all’11 marzo scorso, riportando “le buone condizioni di salute della Sovrana” e il rispetto di “tutte le indicazioni mediche in questo senso”. Johnson è il primo leader mondiale a risultare positivo al contagio, dopo i test risultati negativi su Donald Trump, Jair Bolsonaro e Rodrigo Duterte, oltre che le condizioni di autoisolamento preventivo alle quali si sono sottoposti sia il premier canadese Justin Trudeau (positiva sua moglie Sophie, proprio dopo un viaggio a Londra) che la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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