Corpus Domini, il Papa: “L’acqua della mondanità non placa la sete di Dio”

Il Santo Padre consegna tre immagini del Vangelo: "La Chiesa non è un circolo chiuso, ma una Comunità accogliente verso tutti"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:45
Corpus Domini Papa
Foto © Vatican Media

“Quali sono i ‘luoghi’ della nostra vita in cui Dio ci chiede di essere ospitato?”. Gira attorno a questo interrogativo l’omelia di Papa Francesco nella Solennità del Corpus Domini. La cui risposta, ricorda il Santo Padre, orbita su tre parole consegnate dalla lettura evangelica del giorno. “La prima è quella dell’uomo che porta una brocca d’acqua. È un dettaglio che sembrerebbe superfluo. Ma quell’uomo del tutto anonimo diventa la guida per i discepoli che cercano il luogo che poi sarà chiamato il Cenacolo”. Quella brocca “è il segno di riconoscimento: un segno che fa pensare all’umanità assetata, sempre alla ricerca di una sorgente d’acqua che la disseti e la rigeneri”. Del resto, ognuno di noi è alla ricerca di una fonte alla quale attingere non solo per estinguere la sete ma anche per trarre amore: “E per questa sete, l’acqua delle cose mondane non serve, perché si tratta di una sete più profonda, che solo Dio può soddisfare”.

Una sala grande per la Chiesa

Viene poi consegnata una seconda immagine, quella della grande sala al piano superiore nella quale Gesù e i suoi discepoli celebrano la cena pasquale. “Una sala grande per un piccolo pezzo di Pane. Dio si fa piccolo come un pezzo di pane e proprio per questo occorre un cuore grande per poterlo riconoscere, adorare, accogliere. La presenza di Dio è così umile, nascosta, talvolta invisibile, che ha bisogno di un cuore preparato, sveglio e accogliente per essere riconosciuta”. Troppe volte, però, il nostro cuore “somiglia a un ripostiglio dove conserviamo con rimpianto le cose vecchie… Ci vuole una sala grande. Bisogna allargare il cuore. Occorre uscire dalla piccola stanza del nostro io ed entrare nel grande spazio dello stupore e dell’adorazione”. Se questo manca, non potrà esserci strada che conduca al Signore. “Anche la Chiesa dev’essere una sala grande. Non un circolo piccolo e chiuso, ma una Comunità con le braccia spalancate, accogliente verso tutti”.

Corpus Domini, il gesto eucaristico

La terza immagine raffigura Gesù nell’atto di spezzare il pane, “il gesto eucaristico per eccellenza, il gesto identitario della nostra fede”. Il vero luogo del nostro incontro con il Signore. Un gesto che sconvolge: “Fino ad allora si immolavano agnelli e si offrivano in sacrificio a Dio, ora è Gesù che si fa agnello e si immola per donarci la vita. Nell’Eucaristia contempliamo e adoriamo il Dio dell’amore. È il Signore che non spezza nessuno ma spezza Sé stesso”. Nel gesto eucaristico, il Signore non chiede nulla donando però tutto: “Non puoi spezzare il Pane della domenica se il tuo cuore è chiuso ai fratelli… Le nostre Eucaristie trasformano il mondo nella misura in cui noi ci lasciamo trasformare e diventiamo pane spezzato per gli altri”.

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