Coronavirus, Zingaretti attacca: “Scellerati tolgono la mascherina per farsi pubblicità”

Il governatore del Lazio ribadisce le regole base: "Mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:34

“Ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani”. E’ il dossier-lampo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, rilascia nell’ambito di un’intervista a Fanpage. Il suo è un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, alla movida ricominciata, e anche un appello affinché l’attenzione comune diventi la principale arma contro il coronavirus. Ma sotto altri aspetti, il governatore (presente ieri sera alla notte del Cinema America) è decisamente più schietto, ribadendo che “il tema oggi è non far rialzare la curva”, redarguendo “gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina“.

Zingaretti: “Riscrivere il memorandum Libia”

Un attacco probabilmente indirizzato al leader della Lega, Matteo Salvini, entrato in Senato senza mascherina alcuni giorni fa. Ma anche un modo per ricordare come proprio il Lazio fu, nell’inverno scorso, la prima regione con casi confermati di coronavirus. Oggi, il territorio laziale continua a contenere l’emergenza facendo però i conti, come ribadito più volte dall’assessore alla Sanità della Pisana, Alessio D’Amato, coi cosiddetti casi d’importazione.

Nel frattempo, Zingaretti interviene sul tema delle migrazioni, spiegando che “il famoso memorandum con la Libia va riscritto e il Partito democratico ha anche chiesto che questo venga fatto in breve tempo”.

Promuovere corridoi umanitari

Ma, ribadisce il governatore, “io credo una cosa: quando in Paese c’è un tema di diritti umani, andarsene via facendo finta che così si risolve il problema è sempre sbagliato”. Secondo Zingaretti, “l’atteggiamento che bisogna casomai avere è spingere la comunità internazionale, l’Europa, a essere ancora più protagonisti per condizionare quello che sta accadendo in quel Paese”.

“La nostra filosofia è questa: nessuna arrendevolezza o occhi chiusi. Anzi, spingere l’Europa a promuovere corridoi umanitari, quote di accoglienza, chiamare l’Onu. Anche rispetto a quanto accaduto nei giorni scorsi, quando si è sparato a dei migranti serve una commissione d’inchiesta indipendente. Ma tutto questo richiede protagonismo”.

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