Coronavirus, Putin annuncia il vaccino: “Testato anche da mia figlia”

Il presidente russo ha fatto sapere che la somministrazione avrebbe provocato una leggera febbre a sua figlia, scesa poco dopo. Il ministro della Sanità: "Prime distribuzioni a medici e insegnanti"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30
Il presidente russo Vladimir Putin

Primo vaccino contro il coronavirus registrato in Russia. Ad annunciarlo è il presidente Vladimir Putin, che riferisce al Paese come il Ministero della Sanità abbia raggiunto tale risultato e applicato una prima dose. Secondo Russia Today, che cita le parole del leader del Cremlino, la prima dose sarebbe stata ricevuta proprio dalla figlia di Putin. Stando al presidente, la somministrazione avrebbe provocato una leggera febbre, poi scomparsa poco dopo: “A una delle mie figlie è stata somministrato il vaccino, che ha preso parte nelle sperimentazioni. La temperatura, dopo la prima dose, le è salita a 38 gradi per un giorno, poi è tornata a 37 gradi”. La fase 3 dei test clinici con il vaccino (testato dall’Istituto Gamaleya) era iniziata già la scorsa settimana.

L’annuncio del ministro

Secondo il ministro della Sanità, Mikhail Murashko, il vaccino verrà prodotto in due sedi e verrà somministrato prima di tutti ai medici e agli insegnanti. “Prima di tutto – ha spiegato il ministro -, riteniamo necessario offrire la vaccinazione sia a coloro che lavorano con persone infette, ossia i medici, sia ai lavoratori e alle persone dalle quali dipende la salute dei bambini, ossia gli insegnanti”. Inoltre, Murashko ha fatto sapere che “allo stesso tempo, inizierà la circolazione graduale del vaccino tra la popolazione civile“, assicurando inoltre che molti Paesi stranieri avrebbero già mostrato interesse all’acquisto. La sede scelta per la produzione, oltre all’Istituto di ricerca pubblico Gamaleya, è il Binnopharm.

Campagna vaccinale

Riguardo le tempistiche, la campagna vaccinale dovrebbe partire già nel mese di settembre, per poi avviare la distribuzione alla popolazione civile a gennaio 2021. Resta, almeno per il momento, l’assenza di una conferma scientifica indipendente, sia sulla scoperta che sulla reale efficacia del vaccino.

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