Coronavirus, Gratteri: “Evitare che i soldi degli aiuti vadano alle mafie”

"Consegneranno gli elenchi ai Prefetti, che li distribuiranno alle forze dell'ordine che li visioneranno per evitare gli evasori totali incassino i soldi"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58
Nicola Gratteri

“Bisogna fare in fretta, ma c’è il pericolo che i soldi degli aiuti vadano in mano alle mafie, certamente. Per questo, per quanto riguarda i lavoratori in nero, ho parlato con l’Anci, e per lo meno l’Anci calabrese è d’accordo: consegneranno gli elenchi ai Prefetti, che li distribuiranno alle forze dell’ordine che li visioneranno per evitare che evasori totali, gente ricca che sulla carta risulta nullatenente, incassi questi soldi”. Lo ha detto a Sky TG24 il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. “Per quanto riguarda le aziende – ha aggiunto Gratteri – è necessario, anche in questo caso, questo tipo di controllo. Noi abbiamo le forze dell’ordine che sul territorio hanno un controllo capillare, abbastanza diffuso. Possiamo utilizzare questa grande conoscenza per interagire con chi deve distribuire questi soldi, con chi va a fare gli elenchi per vedere chi ha bisogno e chi no”.

Governo

“Non ho avuto nessuna interlocuzione con il Governo, mi chiamano parlamentari di tutte le ideologie politiche, mi confronto con tutti e sono, per quello che posso e per quelle che sono le mie conoscenze, il consulente gratuito di tutti”, ha aggiunto Gratteri sempre su Sky TG24 relativamente ai rischi di influenza della criminalità organizzata per quanto riguarda la distribuzione degli aiuti economici in seguito alla crisi economica dovuta all’epidemia di coronavirus.

Italia

In Italia – secondo i dati diffusi ieri sera dalla Protezione Civile – sono ancora in calo decessi e ricoveri in terapia intensiva per coronavirus: un “trend ormai affidabile”, secondo gli esperti. I casi totali sono 156.363, 4.092 i nuovi contagi, 34mila il totale delle persone guarite. 19.899 il totale dei decessi con 431 morti in più in 24 ore, il numero più basso dal 18 marzo. Resta fino al 3 maggio la stretta agli spostamenti decisa dal Governo. Ma Piemonte e Campania dicono no alle riaperture.

 

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