Conte riferisce in Parlamento: “Unione Europea all’altezza della sua storia” (VIDEO)

Il premier "L'UE sta affrontando una crisi che ha coinvolto Paesi e scosso la vita cittadini europei, costringendo a riconsiderare prospettive e sviluppo"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29

Conte al rientro dal Consiglio Europeo straordinario terminato all’alba di ieri a Bruxelles, riferisce oggi al Senato. Questo pomeriggio, invece, sarà alla Camera.
Il consiglio si è prolungato oltre i termini prefissati per la difficoltà dei temi affrontati” ha detto il premier “Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità. L‘intesa raggiunta rappresenta senza dubbio un passaggio fondamentale che ci spinge ad affermare che l’Unione Europea è stata all’altezza della sua storia“.

 

L’importanza del Consiglio straordinario per l’Unione Europea

“Ho il dovere di riferire su un consiglio europeo storico – continua Conte -. L’auspicio del 15 luglio è diventato realtà. L’Europa è all’altezza della sua storia, della sua missione e del suo destino”.

L’Ue sta affrontando una crisi che ha coinvolto Paesi e scosso la vita cittadini europei, costringendo a riconsiderare in modo repentino prospettive e sviluppo – ha sottolineato il Presidente del Consiglio -. Nel corso di questi mesi l’Ue ha saputo rispondere con coraggio e visione fino a d approvare per la prima volta un ambizioso programma di bilancio. Si è radicato un mutamento di prospettiva”.

Per una crescita economica

“L’approvazione del poderoso piano di finanziamento è interamente orientato alla crescita economica, allo sviluppo sostenibile e alla transizione ecologica. In favore di un’Ue più coesa, più sociale, più vicina ai cittadini, certamente più politica. E’ l’unico percorso possibile per preservare l’integrità del mercato unico e la stabilità stessa dell’unione monetaria”. “Un intenso impegno politico e diplomatico iniziato ben prima del vertice ha consentito di vedere confermato il volume complessivo della proposta: 750 miliardi di euro, quindi la proposta è rimasta integra”. Lo afferma il premier Conte in aula al Senato.

A Bruxelles “è stata confermata una risposta ambiziosa, adeguata alla posta in gioco. E in questa prospettiva abbiamo lavorato non solo per preservare il nostro Paese ma anche le prerogative delle istituzioni Ue, da alcuni tentativi insidiosi” nei confronti della stessa Europa. “Ci sono stati dei momenti in cui la rigidità delle differenti posizioni sembrava insuperabile. Ma anche in quei momenti continuava a maturare la consapevolezza di un profondo senso di responsabilità. Non potevamo fallire, accedere a un mediocre compromesso o rinviare la soluzione“.

Un risultato di tutti e per tutti

“Il risultato non appartiene ai singoli, neppure a chi vi parla, al governo, o alle forze di maggioranza. Appartiene all’Italia intera. Per questo desidero ringraziare tutti i ministri che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, una menzione particolare al ministro Amendola che era con me a Bruxelles.
E mi sento davvero di ringraziare tutte le forze di maggioranza: avete sostenuto in modo compatto il governo. Però permettetemi di ringraziare l’opposizione che pur nella diversità delle differenze ha capito l’interesse nazionale. La classe politica italiana nel suo complesso ha dato prova di grande maturità. Ringrazio poi tutti i cittadini italiani”. Dichiara felice il premier Conte.

Una maggioranza qualifica per decidere sugli esborsi

“Un risultato politicamente rilevante dell’intensa azione politica e diplomatica è che il meccanismo di governance preserva le prerogative della commissione Ue. I piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata ma singoli esborsi saranno decisi dalla commissione Ue. Anche il freno di emergenza avrà una durata massima di tre mesi e non potrà prevedere un diritto di veto”. Il meccanismo dell'”unanimità avrebbe imprigionato lo strumento chiave della ripresa in veti incrociati tra Paesi membri. Su questo punto l’Italia ha tenuto la sua linea rossa”.

“Ho ritenuto mio dovere essere qui per riferire sul Consiglio europeo che ha assunto decisioni di portata storica. L’Ue ha saputo rispondere con coraggio e visione fino ad approvare un ambizioso programma di rilancio”.

Il programma NextgenerationEu

“Abbiamo evitato che fosse compromesso il consolidato meccanismo delle Istituzioni e l’efficacia del programma NextgenerationEu. Il consiglio Ue ha adottato una decisione adeguata anche per i tempi. Bisognava dare un segnale chiaro ai cittadini, alle imprese e ai mercati, l’Ue ha risposto in modo tempestivo. Ricordo che il 10% delle risorse potrà essere anticipato ed anche i progetti già avviati dal febbraio 2020 potranno beneficiare dei finanziamenti del pacchetto Ue purché coerenti con il programma”.

Un piano per riavviare il Paese

Il piano della ripresa sarà un lavoro collettivo, ci confronteremo con il Parlamento. Dobbiamo impegnarci anche per aumentare la fiducia nelle istituzioni italiane e nell’Ue”.

“Dovremo impiegare in maniera efficiente le risorse, la crisi da Covid ha reso evidente alcune storiche criticità, questo governo si assume la responsabilità di predisporre e realizzare un piano con determinazione e lungimiranza. La credibilità dell’Italia in Ue passa anche dal saper dimostrare di cogliere questa opportunità storica, non farlo sarebbe un errore epocale di cui non potremmo accusare Ue”.

“Abbiamo capito che l’interesse nazionale si rafforza nel perimetro europeo. Visioni egoistiche e anacronistiche non offrono risposte efficaci ma portano al distacco dei cittadini dalle Istituzioni europee”. “La durata del ‘freno di emergenza’ non potrà avere durata superiore a 3 mesi e nessuno potrà porre il diritto di veto”.

Il fiore della speranza

Il fiore della speranza è tornato al centro del giardino europeo“. E’ con una citazione di Jacques Delors che il premier Giuseppe Conte conclude il suo intervento al Senato descrivendo l’importanza dell’accordo raggiunto a Bruxelles.

Una standing ovation dei senatori della maggioranza ha segnato la conclusione dell’informativa urgente del premier Giuseppe Conte in Aula al Senato.

 

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