Conte, altro ultimatum: “Risposte chiare o via dal Governo”

Il presidente del M5s insiste: "Risposte sui temi centrali non pervenute". Appello di Letta all'unità, Lega e FI chiudono ai pentastellati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17
Conte Draghi

“Risposte chiare” o il Movimento 5 stelle non potrà “condividere una responsabilità diretta di governo”. Assumono toni da ultimatum le parole del presidente pentastellato, Giuseppe Conte. L’ex premier, dopo l’uscita dall’aula dei senatori sul voto di fiducia al Dl Aiuti e la conseguente crisi di governo innescata dalle dimissioni di Mario Draghi, in attesa dell’intervento del presidente del Consiglio alle Camere pone un nuovo aut aut. Conte ha infatti affermato che il M5s si sentirà libero di votare “su quello che serve al Paese, senza alcuna contropartita politica”. Parole che, di fatto, sgambettano il lavoro di chi, nelle scorse ore, ha tentato di convincere Draghi a fare dietrofront e a mantenere la guida di Palazzo Chigi, facendo leva anche sulla decisione del Presidente Mattarella di respingerne le dimissioni.

Conte, l’aut aut a Draghi

In un video di “prologo” alla riunione dei gruppi, Conte ha di fatto messo sul piatto la decisione di appoggiare esternamente il premier, contravvenendo alle dichiarazioni stesse di Draghi in proposito. Secondo Conte, però, è proprio il M5s ad aver “subito un ricatto”, richiamando il presidente del Consiglio alla responsabilità: “Con spirito costruttivo abbiamo invitato Draghi a confrontarsi” ricevendo “generiche aperture”. In sostanza, secondo Conte, non sarebbero ancora arrivate le attese risposte rispetto ai temi più urgenti del Paese. In attesa dell’esito della riunione, le bocce restano quindi nelle stesse posizioni del dopo-dimissioni. L’intervento alle Camere del premier dovrebbe confermare sostanzialmente il quadro, con l’annuncio dell’addio al ruolo e le motivazioni che hanno spinto alla decisione. Da Draghi, però, almeno per il momento non sono arrivate nuove indicazioni.

Gli altri partiti

Nelle scorse ore, il segretario del Pd, Enrico Letta, aveva rilanciato “un forte appello alle forze politiche”, al fine di tentare la strada di “un nuovo voto di fiducia”. Un invito che aveva incluso anche il Movimento 5 stelle che, però, ha visto una fortissima regressione del fronte governista. Critiche a Letta sono arrivate dalla Lega, che punta il dito contro il segretario dem. “Letta divide la maggioranza” e poi “chiede unità”, hanno detto i capigruppo del Carroccio, accusandolo di “non essere credibile”. Forza Italia resta invece sulla sua posizione: secondo il coordinatore Antonio Tajani, gli azzurri non possono “continuare a governare con i 5 stelle, la nostra presenza è alternativa alla loro”. La condizione è il Draghi bis oppure il voto. Quest’ultima opzione, delle due, è a ora decisamente la più probabile.

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