Il Consiglio dei ministri approva l’assegno unico. Bonetti (Pari opportunità): “Provvedimento storico”

La misura, la cui entrata a regime è prevista dall'1 gennaio 2022, dovrò passare il vaglio delle commissioni competenti delle Camere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:12

Il decreto legislativo attuativo dell’assegno unico, secondo quanto si apprende, è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, la cui entrata a regime è prevista per il 2022, dovrò ora ottenere il via libera dalle commissioni delle Camere. “E’ un provvedimento che, finalmente, risponde alle richieste delle famiglie italiane, che dal 1° gennaio possono fare richiesta sul sito dell’Inps, presentando un Isee”, ha affermato il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Soddisfazione anche da parte delle associazioni, come dichiara il presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari Gigi De Palo: “Il governo ha dimostrato di voler gettare le fondamenta per una riforma strutturale delle politiche familiari”.

Le dichiarazioni del ministro

Interpellata alla Camera dopo l’approvazione in cdm, Bonetti ha illustrato che “c’è un articolo che prevede un meccanismo di perequazione per le famiglie con meno di 25mila euro di Isee” e ha sottolineato inoltre che “la maggior parte delle famiglie avrà un vantaggio evidente. Ci sono inoltre maggiorazioni per coprire situazioni di maggiore fatica, come nel caso di disabili e famiglie più numerose“.

La misura, ha detto all’Ansa il ministro, per cui sono stanziati “circa 20 miliardi” si rivolge a una platea di “oltre sette milioni di famiglie“, anche quelle che “oggi non ne hanno diritto”. Bonetti ha inoltre aggiunto che “i dati certificano che metà delle famiglie ha meno di 15mila euro di Isee, circa la metà della platea potrà prendere la cifra massima“.

“Sono molto soddisfatta ed emozionata, è un provvedimento storico a cui ho lavorato”, ha poi detto Bonetti ai microfoni di Rai Radio1, ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora.  “E’ un provvedimento che, finalmente, risponde alle richieste delle famiglie italiane, che dal 1° gennaio possono fare richiesta sul sito dell’Inps, presentando un Isee. Se non si presenta un Isee o lo si ha superiore a 40mila euro si avrà l’assegno più basso, che parte da 50 euro per un figlio. E’ obbligatorio presentare domanda per ricevere l’assegno”, ha spiegato.

Di cosa si tratta

L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio minorenne a carico e decorre dal settimo mese di gravidanza. È inoltre riconosciuto a ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, in presenza di una delle seguenti condizioni: il figlio maggiorenne a carico frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea o svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro o sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego o svolga il servizio civile universale. Per circa la metà delle famiglie italiane (fino a 15.000 euro) è pari a 175 euro mensili per il primo e secondo figlio e 260 dal terzo in poi. Sono previste maggiorazioni per ciascun figlio minorenne con disabilità, per ciascun figlio maggiorenne con disabilità fino al ventunesimo anno di età, per le madri di età inferiore a 21 anni, per i nuclei familiari con quattro o più figli. L’assegno è riconosciuto senza limiti di età per ciascun figlio con disabilità.

L’erogazione

Il decreto prevede che il nuovo assegno unico per i figli andrà chiesto all’Inps e l’accredito arriverà direttamente sul conto corrente del beneficiario. Nel dettaglio l’Inps avrà 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per predisporre le nuove modalità per la domanda, che andrà inoltrata per via telematica, anche avvalendosi dell’aiuto dei patronati, e l’assegno sarà riconosciuto dal mese successivo. Se effettuata entro giugno la decorrenza sarà sempre da marzo. Ferma restando la decorrenza, l’istituto di previdenza avrà 60 giorni dalla presentazione della domanda per riconoscere l’assegno. I nuovi nati in corso di erogazione dell’assegno vanno comunicati entro 120 giorni, con apposita procedura. L’erogazione “avviene mediante accredito su IBAN ovvero mediante bonifico domiciliato” mentre per i percettori di Reddito di cittadinanza avviene con le stesse modalità di erogazione del Rdc. Per i mesi di gennaio e febbraio di ogni anno si fa riferimento all’Isee in corso di validità a dicembre dell’anno precedente.

La soddisfazione associazioni

“Oggi il governo, con l’approvazione preliminare del decreto attuativo dell’assegno unico e universale, ha dimostrato di voler gettare le fondamenta per una riforma strutturale delle politiche familiari. È la prima volta che accade in Italia e per questo ringraziamo l’impegno di tutte le forze parlamentari che si sono ritrovate intorno a questo tema capace di unire il Paese”, ha dichiarato Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari. “Monitoreremo l’iter dell’assegno unico affinché nessuna famiglia ci perda ma tutti ci guadagnino. Siamo contenti perché per la prima volta si allarga la platea a due milioni di giovani famiglie, per lo più partite Iva, che sono quelle che anagraficamente potranno fare più figli e che non si sentiranno abbandonate”. Soddisfazione anche dal presidente nazionale Famiglie numerose, Mario Sberna: “Bene l’ulteriore maggiorazione dal terzo figlio e l’aumento delle detrazioni per le famiglie numerose che rischiavano di essere quelle più penalizzate senza questo correttivo”.

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