Bruxelles: in fase di approvazione il Pnrr italiano

Ok ai piani di Austria e Slovacchia, quello del nostro Paese dovrebbe ricevere il voto più alto (A) in tutte le voci eccetto la definizione dei costi per le singole misure inserite nel Pnrr. Domani von der Leyen a Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:27

Sembra che il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, in fase di valutazione da parte dei commissari europei, sia giudicato “allineato al Green deal, in virtù del 37% dei fondi europei destinati alla transizione ecologica, e in grado di ridare spinta alla crescita e alla creazione di posti di lavoro, grazie a misure dall’impatto duraturo e che non dovrebbero arrecare danno agli “obiettivi ambientali”, in una cornice di controlli considerata efficace.

Da Bruxelles arriva il via libera ai piani di Slovacchia e Austria, per cui sono previsti rispettivamente 6,3 e 3,5 miliardi di sovvenzioni, mentre l’approvazione di quello italiano – che a quanto apprende Ansa dovrebbe ricevere il voto massimo (A) in quasi tutte le voci, tranne quella “Costi”, dove il voto dovrebbe essere B -, con dentro lo sblocco del 13% dei finanziamenti per il nostro Paese (circa 26 miliardi), è attesa per domani, martedì 22 giugno. Giorno in cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, impegnata in un tour delle capitali europee degli Stati membri di cui sono stati approvati i piani, sarà in Italia per la consegna della “pagella” al presidente del Consiglio Mario Draghi. Oggi lunedì 21 giugno è stata la volta di Vienna e Bratislava.

L’esame

Riporta Ansa che nella valutazione della Commissione Ue del Pnrr italiano si sottolinea che il piano “contribuisce ad affrontare in modo soddisfacente” le raccomandazioni specifiche della Ue, è “ben allineato” al Green Dea per via delle misure indirizzate alla transizione climatica, come il cosiddetto “Superbonus” per l’efficientamento energetico degli edifici, e il 25% del piano è dedicato alla transizione digitale.

Per la Commissione, scrive ancora Ansa, piano italiano “rappresenta una risposta bilanciata e completa alla situazione economica e sociale”, e “contribuisce in maniera efficace ad affrontare le sfide identificate dalle raccomandazioni”. Inoltre le misure “non arrecano danni” a tutti gli obiettivi ambientali dell’Unione europea e avranno un “impatto duraturo” sull’Italia, che è anche riuscita ad assicurare un “efficace monitoraggio” dell’attuazione del piano, dato che anche il meccanismo di controllo anti-frodi è giudicato efficace.

“L’Unione europea riconosce lo sforzo fatto dal governo italiano con il Pnrr che destina il 37% delle risorse disponibili per misure finalizzate a promuovere la transizione ambientale e climatica”, scrive detto in una nota Vannia Gava, sottosegretario alla Transizione ecologica e responsabile del dipartimento Ambiente della Lega. Lo scrive LaPresse.”L’Italia – continua la nota – approfitterà della possibilità offerta dal Recovery Fund per diventare un Paese più vivibile, efficiente sicuro e sostenibile. L’approvazione tra queste misure del Superbonus 110%, nato per sostenere progetti di efficientamento energetico degli edifici e per il quale ci siamo battuti al governo e in Parlamento, è la conferma che stiamo andando nella giusta direzione: lavoreremo perché nei prossimi passaggi parlamentari si possa estenderlo anche a edifici di tipologie diverse come, per esempio, tutte quelle ad uso ricettivo”.

Voto B

L’unica voce valutata diversamente dalle altre, con una “B” invece che una “A”, è quella “Costi”. Lo stesso sarebbe avvenuto anche per gli altri Paesi. Pare infatti che nessuno sia stato in grado di definire con precisione i costi delle misure che si sarebbero basati quindi su stime per interventi simili.

Slovacchia e Austria

Intanto hanno già ricevuto l’approvazione europea i piani di Slovacchia e Austria. In merito a quello di Bratislava, che riceverà 6,3 miliardi di euro, la Commissione europea ha rilevato  che il contributo per la transizione verde è fissato al 43% delle risorse che saranno messe a disposizione, mentre il 21%  andrà per la transizione digitale. Vienna, riporta Dire, nel suo Pnrr avrebbe previsto di stanziare il 59% dei 3,5 miliardi di fondi europei per gli obiettivi climatici, tra cui la riduzione delle emissioni di CO2.

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