Cisl Marche: “Intervento dell’arcivescovo Massara è un segnale molto importante”

A Interris.it, Sauro Rossi (segretario Cisl Marche) e Giampiero Santoni (Fim Cisl) sulla crisi della ex Jp di Fabriano: "Ci sono le risorse per il rilancio. Possibile partecipazione statale fino a una quota del 30%"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:36

“L’appello dell’arcivescovo di Fabriano e Camerino, Francesco Massara è un segno molto forte e importante lanciato dalla Chiesa per ricucire il tessuto sociale e occupazionale in un distretto fondamentale per l’industria italiana – afferma a Interris.it Sauro Rossi, segretario generale Cisl Marche -. Significativamente l’accorata esortazione al dialogo rivolta alle parti sociali dall’arcivescovo è stata rilanciata dal segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Sulla gravissima crisi della ex Jp di Fabriano le organizzazioni sindacali si muovono unitariamente per ottenere dal governo il blocco delle procedure di mobilità e il rilancio produttivo. Ci sono le possibilità per ottenere risultati concreti, cogliendo anche le opportunità offerte dalle nuove normative”. E’ in atto “a tutto campo”, precisa Rossi, “una ricognizione sul territorio per far emergere l’interesse verso una realtà produttiva di rilevanza nazionale. Il quadro è ampio rispetto e qualche mese fa c’è stato un accordo di programma. Le istituzioni locali e statali si sono attivate alla ricerca di una soluzione”.

L’impegno della Cisl nella mediazione

Nella trattativa sindacale alla ex Jp di Fabriano è impegnato in prima persona Giampiero Santoni, segretario regionale Fim Cisl. “Dal punto di vista dell’azienda le decisioni sembrano già essere state prese e non vedo l’intenzione del titolare della ex Jp di tornare sui propri passi. Mi sono progressivamente convinto che l’impegno dell’imprenditore sia ormai venuto meno – evidenzia Santoni a Interris.it-. Per un’azienda ferma da tempo serve ricercare l’interesse di altri imprenditori del territorio. Se si vuole ripartire ci sono disponibili in questo momento molti incentivi. Possibilità e spazi all’interno della vertenza ex Jp sono notevoli, oltre all’accordo di programma. Si può contare su incentivi regionali che finora non sono stati usati e su nuovi interventi messi in campo dal governo per fronteggiare la crisi economica provocata dalla pandemia. Il dl Agosto contiene incentivi per le assunzioni e sgravi contributivi per due anni. Il ministero per lo Sviluppo economico ha la possibilità di agire direttamente sulle aziende in crisi attraverso le partecipazioni statali fino a una quota del 30%”.

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Il Mise

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Ribadisce Santoni: “Si può attingere a incentivi importanti sul territorio, ci sono fondi già fermi lì e non utilizzati. Non cerchiamo di riempire cattedrali vuote, non vogliamo utopisticamente far rifiorire il deserto, qui a Fabriano ci sono altri imprenditori in grado di prendere pezzi di ex Jp e di assicurare la continuità occupazionale alla forza lavoro. Non ci interessa la cassa integrazione, bensì la riqualificazione dei lavoratori. La cassa integrazione è deprimente per la persona e per la famiglia”.L’obiettivo è che la ex Jp di Fabriano venga rilevata e che sia rilanciata la produzione. “Si tratta in questo momento di una delle 160 crisi sul tavolo del dicastero dello Sviluppo economico (Mise)- precisa Santoni-. A gennaio siamo stati convocati al ministero per fare il punto sulla situazione e sono stati poi convocati altri tavoli per cercare partner industriali in grado di dare sostegno alla proprietà. Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del ministero dell’Economia) non ha trovato un partner e adesso il governo è impegnato nella crisi della ex Jp di Fabriano attraverso il Mise. A seguire la vertenza per il Mise è da gennaio la sottosegretaria Alessia Morani che fin dall’inizio ha convocato le parti sociali per garantire il contributo dell’esecutivo alla soluzione della crisi. Né a livello nazionale né locale abbiamo visto disinteresse. Finora nessuno se ne lava le mani e se ciò accadrà non resteremo in silenzio alzeremo il tiro. Ha una grande rilevanza l’intervento dell’arcivescovo Massara per impedire che cali l’attenzione su una tragedia occupazionale collettiva di un territorio già duramente provato dalla delocalizzazione delle attività industriali. Serve moltissimo la vicinanza della Chiesa”.

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