Caso Consip: revocata l’inchiesta al Noe per la fuga di notizie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:18

Clamorosa novità nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip. La Procura della Repubblica di Roma ha infatti revocato la delega per le indagini al Noe a causa delle “ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto”. L’inchiesta è stata ora affidata al Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri. “Gli accertamenti fin qui espletati – si legge nella nota della Procura – hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione”. Per una “esigenza di chiarezza la Procura di Roma – conclude la nota – ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell’Arma dei Carabinieri”.

Intanto il giorno dopo il suo lungo interrogatorio da parte dei pm di Roma e Napoli che indagano sul caso Consip, il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi, si trincera nel silenzio: “Sono indagato, non posso dire niente” ha detto ai giornalisti che hanno “assediato” la sua casa a Rignano sull’Arno, nei pressi di Firenze. E a chi gli domandava “Come sta?”, Tiziano Renzi al di la’ della porta a vetri lasciata chiusa ha risposto: “Mi è venuta anche la tachicardia“, prima di salutare e allontanarsi. Ma l’avvocato Federico Bagattini che lo assiste, dopo aver rinunciato in un primo momento a chiedere il verbale dell’interrogatorio, ha deciso ora di richiederlo “a fronte della continua pubblicazione di atti” del procedimento. “Con riferimento a quanto apparso in data odierna su taluni organi di stampa, aventi a oggetto stralci di atti del procedimento cui è interessato il dr. Tiziano Renzi – spiega un comunicato del legale – si comunica che questa difesa non ha avanzato richiesta di copia del verbale di interrogatorio svoltasi ieri, avendone fatta espressa rinuncia in ossequio alle esigenze di riservatezza previste dal codice di procedura penale, pur essendo in possesso solo dell’invito a presentarsi, nemmeno contenente la descrizione dell’addebito. Pertanto – aggiunge Bagattini – a fronte della continua pubblicazione di atti di detto procedimento, verrà indirizzata alla Autorità Giudiziaria procedente formale richiesta di rilascio di copia degli stessi, in quanto già indebitamente divulgati”.

Davanti ai giudici dovrà comparire lunedì mattina per l’interrogatorio di garanzia Alfredo Romeo, dal 1. marzo detenuto a Regina Coeli in una cella con un’altra persona. “In questa vicenda non c’è nulla di vero, mi sento vittima di una strumentalizzazione legata ad una aspra contesa, tutta di natura politica”, si è sfogato Romeo con i suoi difensori. Il principale indagato dell’inchiesta Consip sta studiando con i suoi legali le carte dell’inchiesta in vista dell’interrogatorio davanti al gip Gaspare Sturzo e al pm Mario Palazzo, titolare dell’indagine giunta alla Procura di Roma per competenza territoriale. Procura che prosegue nella sua attività istruttoria. Già nei primi giorni della prossima settimana potrebbe essere sentito a piazzale Clodio, come persone informata sui fatti, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Al centro dell’audizione alcuni sms che l’esponente del Pd scambiò con il ministro Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto, nei quali si sarebbe fatto riferimento a Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi e ritenuto da chi indaga punto di contatto tra Alfredo Romeo e il padre dell’ex premier.

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