GIOVEDÌ 23 APRILE 2015, 000:03, IN TERRIS

BULIMIA DI POTERE

MACARIO TINTI
BULIMIA DI POTERE
BULIMIA DI POTERE
Il primo scoglio è stato superato. La commissione Affari costituzionali della Camera ha votato all’unanimità il mandato ai relatori affinché presentino in Aula la legge elettorale denominata Italicum. In Commissione, ovviamente, erano presenti solo i rappresentati della maggioranza. Dunque il Pd renziano si avvia a votarsi la propria legge elettorale, disegnata a immagine e somiglianza del presidente del Consiglio, nonché segretario del partito, Matteo Renzi. Tanta fretta da parte dell’inquilino di Palazzo Chigi, ovviamente, non può che destare più che un sospetto, soprattutto se questa frenetica corsa avviene nel momento in cui il Paese, e con esso l’Europa, sta vivendo il dramma dell’immigrazione.

Davvero la legge elettorale è una priorità che merita di spaccare il partito e disorientare il Paese? Secondo la logica renziana, evidentemente sì. Come hanno sottolineato molti osservatori, questa frenesia da Italicum è spiegabile soltanto con la voglia del premier di dotarsi del massimo strumento di ricatto – politico s’intende - nei confronti della minoranza Dem e di quel che resta dell’opposizione. Con la legge elettorale approvata Matteo potrà brandire come e quando vuole la clava delle elezioni anticipate. Lui è già pronto per le urne. Gli altri lo sono davvero?

La sensazione è che ad avere davvero paura siano coloro che non perdono occasione per sottolineare gli atteggiamenti totalitari del premier. Che li ha, non c’è dubbio. Ma essendo questo il suo momento storico, Renzi ha deciso di giocare la partita secondo il suo schema, costi quel che costi. “Siamo tranquilli. La maggioranza è stata compatta in Commissione e lo sarà anche in Aula”, dice il ministro Maria Elena Boschi a chi le chiede se il governo ha i numeri per approvare la legge elettorale. “Forza Italia aveva già votato al Senato questa legge”. Già, aveva.

“Non possiamo consentire a Renzi di prendere il potere totale con 30% dei voti attraverso una legge che di fatto con lo sbarramento al 3% polverizza l’opposizione”, afferma Silvio Berlusconi, tracciando la rotta di Forza Italia rispetto alla legge elettorale che approda in Aula a Montecitorio, “noi avevamo proposto l’elezione diretta, almeno chi vince è legittimato dal popolo e ci sarebbero solo due partiti”. Evidentemente qualcosa è cambiato dalle parti del movimento azzurro. E la voglia matta di Renzi di avere fra le mani la sua legge elettorale è figlia anche del nuovo (o vecchio?) corso imposto dal Cavaliere al partito. Con l’Italicum approvato Renzi può davvero regolare i conti con tutti.

Volendo riassumere per sommi capi il meccanismo elettorale messo a punto dal Pd renziano, giova ricordare che l’Ncd di Angelino Alfano, non volendo morire prima di avere sistemato un po’ di cose, ha chiesto e ottenuto che l’Italicum entri in vigore dal 2016. Il premio di maggioranza, poi, va alla lista che supera il 40% dei voti, altrimenti ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia. Infine sbarramento al 3% e capilista bloccati. Se i deputati confermeranno senza modifiche il testo della Commissione, questo diventerà legge, varrà solo per la Camera ed entrerà in vigore nel luglio 2016, data in cui si pensa che sia stata approvata la riforma costituzionale, che prevede un Senato non più elettivo.

Insomma, una volta superati tutti gli ostacoli, Renzi avrà un quadro parlamentare molto più elastico, capace di rispondere adeguatamente alle sue continue sollecitazioni Silvio Berlusconi definisce Matteo Renzi “malato di bulimia di potere”. Possibile quanto verosimile. Però perché lo scopre solo adesso? Ai tempi del Nazareno con quale Renzi trattava? “Questo governo ha fallito su tutto: economia, politica estera, disoccupazione e immigrazione. Avevamo ragione noi su tutto”. Condivisibile, ma non accettabile, visto che Forza Italia è stato a lungo il miglior alleato del premier. Quanto all'italicum, Berlusconi aggiunge: “E’ una legge autoritaria, dà tutto il potere a Renzi. Non la voteremo”. Altra possibilità. Ma la domanda vera resta una soltanto: gli italiani sono disposti a votare Renzi? Con o senza Italicum sono in tanti a volere la prova delle urne.
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